Galleria Vittorio Emanuele II, nuova inchiesta della Procura sulla concessione degli spazi

L’esistenza dell’indagine emerge da un ordine di esibizione notificato mercoledì dai militari del Gruppo Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano

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Una nuova inchiesta della Procura di Milano coinvolge il Comune, ma questa volta non riguarda l’urbanistica dei grattacieli cittadini: al centro degli accertamenti ci sono invece le concessioni di spazi commerciali di particolare pregio, soprattutto quelli situati nella Galleria Vittorio Emanuele II, accanto al Duomo. L’esistenza dell’indagine emerge da un ordine di esibizione notificato mercoledì dai militari del Gruppo Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano. Oltre a Palazzo Marino, le richieste di documentazione hanno interessato anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e l’Agenzia del Demanio.

Galleria Vittorio Emanuele II, l’inchiesta

Sebbene il documento contenga poche informazioni, da esso stando a quanto riportato dal Corriere della Sera si possono ricavare alcuni elementi significativi. Il primo è la presenza di soggetti indagati: l’atto è infatti registrato con il modello 21, riservato ai procedimenti con persone iscritte nel registro degli indagati. Non viene però specificata né la loro identità né se si tratti di privati o di amministratori pubblici. Il secondo elemento riguarda la natura dell’inchiesta. L’ordine di esibizione è firmato dalla pm Grazia Colacicco, appartenente al dipartimento che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione, e non dai magistrati che seguono le indagini sull’edilizia. Questo lascia intendere che il fascicolo riguardi presunte irregolarità in materia amministrativa.

La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, ospitalità
La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano

Galleria Vittorio Emanuele II, altri elementi

Il terzo aspetto riguarda l’ambito degli accertamenti. La Procura ha chiesto documentazione relativa alle autorizzazioni per alcune iniziative promozionali realizzate presso il palazzo della Rinascente, in particolare quelle utilizzate per il lancio del film “Michael”, dedicato a Michael Jackson, e de “Il Diavolo veste Prada 2”. Sono inoltre richiesti atti relativi alle concessioni assegnate alle maison Dior e Montblanc per i loro spazi in Galleria. In altri casi, l’ordine di esibizione fa riferimento a specifici indirizzi, tra cui via Silvio Pellico 1, piazza Duomo 21 e via Senato 10, oppure a società che gestiscono attività commerciali, come Sanctuary Voodoo Bar e Pasticceria Cucchi. Tra i documenti richiesti figurano anche quelli relativi a un’installazione pubblicitaria in piazzale Cantore.

Il quarto elemento riguarda l’origine dell’indagine. Il fascicolo risale al 2025 e sembrerebbe avere preso avvio da un esposto presentato dall’imprenditore Massimiliano Lisa, promotore del museo dedicato a Leonardo da Vinci situato tra la Galleria e piazza della Scala. Da oltre due anni Lisa è impegnato in un contenzioso con il Comune e con la società Duomo 21 in merito alla revoca della concessione del museo. Finora le decisioni della giustizia amministrativa gli sono state sfavorevoli e il Comune ha inoltre presentato una denuncia per diffamazione nei suoi confronti.

Galleria Vittorio Emanuele II, come è nata l’indagine

Nei giorni scorsi Lisa ha annunciato la propria candidatura alle elezioni comunali del 2027 con una lista civica denominata “Milano Libera”. In caso di vittoria, il ruolo di vicesindaco sarebbe affidato all’ex magistrata Tiziana Siciliano. La circostanza assume rilievo perché Siciliano, fino al 20 dicembre 2025 procuratrice aggiunta di Milano e responsabile del pool che si occupava dei reati contro la pubblica amministrazione, era a conoscenza dell’esposto di Lisa, avendolo assegnato a una sostituta procuratrice del suo ufficio. La sua disponibilità a candidarsi al fianco dell’imprenditore ha quindi sollevato interrogativi sull’opportunità della scelta, anche in relazione alla Procura di cui faceva parte e che stava valutando quella segnalazione.

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