All’aeroporto di Malpensa sono stati sequestrati due crani di coccodrillo siamese (Crocodylus siamensis), specie protetta e considerata a rischio di estinzione. L’operazione è stata condotta dai militari della Sezione Operativa Cites della Guardia di Finanza e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli durante un controllo sul commercio internazionale di fauna tutelata. Per l’importatore è scattata una denuncia per violazione della normativa vigente.
La spedizione dalla Cambogia fermata a Malpensa
I reperti erano contenuti in una spedizione proveniente dalla Cambogia, dichiarata “regalo coccodrillo siamese”. Durante le verifiche, gli operatori hanno accertato la presenza di due crani appartenenti all’animale, una delle specie di coccodrillo più minacciate al mondo.
La merce era accompagnata da una licenza di esportazione rilasciata dalle autorità cambogiane. Tuttavia, secondo quanto emerso dai controlli, mancava la documentazione necessaria per l’importazione in Italia prevista dalla Convenzione di Washington e dalla normativa europea in materia di tutela delle specie protette.
Cos’è il coccodrillo siamese e perché è una specie tutelata
Il coccodrillo siamese vive principalmente nel Sud-Est asiatico ed è classificato tra le specie a rischio di estinzione. Proprio per la sua rarità, il commercio internazionale di esemplari o parti dell’animale è sottoposto a rigidi controlli e autorizzazioni. La Convenzione Cites regola infatti gli scambi commerciali di specie animali e vegetali minacciate, con l’obiettivo di contrastare il traffico illegale e proteggere la biodiversità.
Sequestro in vista della confisca
Al termine degli accertamenti, i due crani sono stati sequestrati e saranno avviati alle procedure di confisca previste dalla legge. All’importatore è stata contestata una violazione di natura penale legata all’introduzione sul territorio nazionale di reperti appartenenti a una specie protetta senza le autorizzazioni richieste.
Il contrasto al traffico illegale di specie protette
L’intervento rientra nelle attività di contrasto al traffico illegale di flora e fauna tutelate svolte congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’operazione si inserisce nel quadro del protocollo di collaborazione tra le due amministrazioni, rinnovato nel maggio 2025, con l’obiettivo di rafforzare i controlli e la tutela della biodiversità attraverso il monitoraggio delle importazioni e delle esportazioni di specie protette.
