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16. 04. 2021 12:28

Gustav Thoeni: «Olimpiadi, vi aspetto a Milano-Cortina»

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Il percorso verso Losanna è cominciato. Ora c’è anche una data: il 24 giugno, giorno in cui si deciderà chi tra Milano-Cortina e Stoccolma dovrà prendersi carico di organizzare i Giochi Olimpici invernali del 2026. Il dossier è stato spedito agli organi competenti, che faranno ulteriori sopralluoghi, stileranno rapporti e matureranno la scelta in questi sei mesi.

Per dirla in termini sciistici, più che una discesa libera, sarà uno slalom tra i paletti, ad evitare ostacoli di natura politica e organizzativa, a convincere il Comitato Olimpico Internazionale che quella tricolore è la miglior sede possibile per la rassegna a cinque cerchi in programma tra sette anni.

Sarà Italia-Svezia, come Thoeni-Stenmark del 1975 a Milano, un parallelo passato alla storia, una sfida tra le più celebri del circo bianco. Un’immagine che nella mente del campione italiano, oggi albergatore di successo sullo Stelvio con il suo Hotel Bellavista, non può sbiadire.

Che ricordi ha di quei giorni?
«Era una gara molto importante perché si decideva la Coppa del Mondo, credo fosse la prima volta che un parallelo risultava decisivo per l’assegnazione. Eravamo in tre allo stesso livello, tutti a pari punti a inizio gara: Klammer, Stenmark e io. Vinsi. Sono passati più di quarant’anni, eppure la gente me lo ricorda ancora quando passa qui in albergo. Ed è molto bello».

Le sarebbe piaciuto poter disputare anche un’Olimpiade in Italia?
«I Giochi sono un grande avvenimento, una bellissima cosa. Ovviamente sì, mi sarebbe piaciuto. Purtroppo capita rare volte. Quando accadde nel 2006 a Torino ero ancora coinvolto nella Federazione».

Cosa può portare un’Olimpiade in casa?
«Certamente qualcosa di positivo, in particolar modo una grande mano alle discipline invernali».

È fiducioso sull’assegnazione a Milano-Cortina?
«Purtroppo non sono la persona più indicata per dirlo. Me lo auguro sicuramente. L’Italia come campi da gara ne ha di molto belli. L’unico problema di dover ospitare i Giochi a Milano e Cortina sta forse nella distanza tra i due luoghi, ma ormai questo è il metodo con cui si organizza. Sono contento che sia coinvolta anche la Valtellina, dato che Bormio ha una splendida pista di discesa libera».

Da albergatore crede che possano esserci vantaggi anche per voi in caso di successo a Losanna?
«Indirettamente direi proprio di sì perché si parla di un evento enorme, che ha un grosso richiamo all’estero».

Come giudica il momento attuale dello sport italiano nelle discipline invernali?
«Abbiamo delle buone squadre un po’ in tutti i campi, con tantissimi atleti che vanno molto bene. Nello sci forse manca il fuoriclasse come era Tomba nel maschile negli anni ’90. Il femminile ha qualcosa in più in questo momento. Si va sempre un po’ a periodi. Ai miei tempi ci furono gli exploit della “Valanga” azzurra e rosa, ma quello ormai riguarda il passato».


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