Negli Stati Uniti cresce la preoccupazione per i ritardi che stanno colpendo le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e in particolare la costruzione della nuova arena di Santa Giulia, il principale impianto destinato a ospitare l’hockey su ghiaccio. Le ansie americane non sono casuali: come evidenzia il New York Post, il ritorno dei giocatori NHL ai Giochi rende il torneo olimpico particolarmente atteso, e proprio per questo i dubbi sulla prontezza dell’impianto riscuotono grande attenzione oltreoceano.
Milano-Cortina 2026, i dubbi americani
Secondo quanto riportato dal quotidiano, i lavori del palazzetto sono indietro rispetto al cronoprogramma e, fatto ancor più allarmante, gli organizzatori hanno confermato che non esiste attualmente alcun piano alternativo nel caso in cui la struttura non sia completata in tempo. Andrea Francisi, responsabile delle operazioni dei Giochi, ha dichiarato che non esiste un Plan B e che tutto dovrà procedere secondo il piano originario per garantire un’arena pienamente operativa entro febbraio. Una posizione che, se da un lato vuole rassicurare, dall’altro accentua le preoccupazioni internazionali sulla capacità di rispettare le scadenze.

Milano-Cortina 2026, ritardi
Il New York Post riferisce inoltre che anche i test preliminari, solitamente organizzati con largo anticipo per verificare qualità del ghiaccio, sicurezza, flussi di pubblico e gestione degli impianti tecnici, sono già stati rinviati alla metà di gennaio. Questo slittamento viene letto dagli osservatori come un possibile segnale che il margine di sicurezza si sta assottigliando. Le foto diffuse dall’Associated Press mostrano un cantiere ancora molto attivo, con lavori intensificati proprio per cercare di recuperare tempo.
Milano-Cortina 2026 negli Stati Uniti
Il dibattito americano riflette quindi una doppia preoccupazione: da un lato, la possibilità di problemi logistici che possano minare l’immagine dei Giochi; dall’altro, il rischio che un impianto non completamente testato possa influire sulla qualità del torneo più prestigioso al mondo per il movimento hockeistico, proprio nell’anno del ritorno delle star NHL. In questo clima, ogni aggiornamento proveniente da Milano è seguito con grande attenzione dai media statunitensi, che continuano a interrogarsi sulla reale capacità di completare in tempo un’opera così complessa.


