Mostre a Milano: passato futurista. Depero irrompe nelle sale storiche del Museo Bagatti Valsecchi

Un sogno dinamico, eclettico e futuribile. O meglio, futurista. Fortunato Depero, pittore, scultore, designer, illustratore, scenografo e costumista approda, fino al 2 agosto, al Museo Bagatti Valsecchi per la mostra Depero Space to Space. La creazione della memoria, con la curatela di Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico. I colori vivaci, le forme geometriche audaci, spinte da una forte dinamicità invadono le sale della Casa Museo, creata alla fine dell’Ottocento dai baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi: una combinazione fra moderno e antico che sancisce il ritorno di Depero a 35 anni dall’ultima retrospettiva che lo vide protagonista. Le quaranta opere che vanno dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, provenienti dalla Casa D’Arte Futurista Depero e dal Mart, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, irrompono nello spazio della dimora in stile tardo rinascimentale, con dipinti e manufatti d’arte applicata.
Il percorso esalta anche la versatilità dell’artista trentino, che è anche progettista, arredatore, scenografo, interessato sin dagli anni Venti all’allestimento degli spazi e alle mostre di arti applicate: un’influenza che va oltre il futurismo e che ha ispirato generazioni di artisti. Inoltre, per l’occasione, il guardaroba di casa Bagatti Valsecchi ospita una rievocazione del ViBiBar, Vino-Birra Bar, il leggendario locale dove Depero nel 1937 creò la sua decorazione con sette tarsie in panno inserite in una boiserie, e che ospita l’Aperitivo futurista: cinque serate di degustazioni, musica jazz dal vivo e atmosfera d’altri tempi: 13 febbraio, 26 marzo, 16 aprile, 7 maggio e 2 luglio (museobagattivalsecchi.org).
Mostre a Milano: Dolomiti interiori. Nannini trasforma il paesaggio in racconto intimo

Dal 30 gennaio al 14 marzo 2026, la galleria Area\B presenta la mostra personale di Nicola Nannini, Se una notte di inverno…, a cura di Ivan Quaroni. In esposizione circa cinquanta opere inedite — oli su tela e tavola, disegni su carta — che si muovono dal formato intimo di 30×30 cm fino a 100×100 cm. Il titolo è ispirato al romanzo di Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore, richiamando una struttura narrativa fatta di interruzioni, deviazioni e riprese.
Al centro della ricerca, le Dolomiti. Non come veduta descrittiva, ma come luogo mentale. Le cime, le pareti rocciose, i profili taglienti diventano apparizioni che oscillano tra realtà e sogno. La pittura non raffigura semplicemente un paesaggio: lo attraversa, lo smonta e lo ricompone, fino a farne una geografia intima. Le pennellate, dense e vive, dialogano con la luce che sembra filtrare dall’interno dell’immagine e creano una tensione costante tra peso e leggerezza, tra solidità e dissolvenza. I confini si fanno incerti, i piani slittano, la profondità si costruisce più per stratificazione emotiva che per prospettiva (areab.org).
Mostre a Milano: Il sogno come resistenza. Con Rebecca, Hangar Bicocca è uno spazio da abitare

Rebecca è la prima personale di Benni Bosetto in uno spazio museale e nasce come un ambiente immersivo, domestico e immaginativo. La mostra a Pirelli Hangar Bicocca è un “manifesto sensibile” sui temi del presente: libertà e costrizione, desiderio e performance e rivendica il sognare a occhi aperti come pratica collettiva e politica. Grazie a disegno, scultura, installazione e performance, l’artista esplora identità e fisicità, costruendo un immaginario intimo in cui vulnerabilità e sessualità diventano strumenti di relazione e trasformazione (pirellihangarbicocca.org).


