Il Comune di Milano avvia una nuova strategia per ampliare l’offerta di case a prezzi accessibili, contrastando il problema del caro affitti. L’Amministrazione comunale ha infatti deciso di rivolgersi al mercato immobiliare con l’obiettivo di acquistare edifici residenziali da destinare successivamente alla locazione a canone calmierato, contribuendo così a rispondere alla crescente domanda abitativa presente in città.
Affitti troppo cari, il Comune di Milano alla ricerca di edifici
L’iniziativa rientra nel Piano straordinario per la Casa accessibile e prende forma attraverso la pubblicazione di due avvisi pubblici esplorativi. Il primo è rivolto agli enti pubblici proprietari di immobili sul territorio cittadino, mentre il secondo si indirizza a privati, persone fisiche o società, interessati a vendere interi stabili al Comune. Le manifestazioni di interesse potranno essere presentate fino al 27 luglio. I bandi non hanno carattere vincolante, ma consentiranno a Palazzo Marino di individuare opportunità compatibili con gli obiettivi del piano abitativo.
Per essere presi in considerazione, gli immobili dovranno rispettare specifici requisiti. Tra questi figurano la piena proprietà da parte del soggetto proponente, l’assenza di occupanti, la configurazione come edificio indipendente e una destinazione urbanistica adeguata alla funzione residenziale prevista. Gli stabili dovranno inoltre trovarsi all’interno del territorio comunale ed essere ben collegati alla rete del trasporto pubblico.
Almeno 100.000 case non occupate dai residenti
La scelta dell’amministrazione è quella di privilegiare il recupero del patrimonio edilizio già esistente, una soluzione che consente di ridurre sensibilmente i tempi rispetto alla realizzazione di nuove costruzioni o a complessi interventi di rigenerazione urbana. L’obiettivo è aumentare nel più breve tempo possibile la disponibilità di abitazioni destinate alle fasce di popolazione con redditi medio-bassi, offrendo una risposta concreta alle difficoltà di accesso al mercato immobiliare milanese.
L’operazione punta anche a valorizzare una parte del patrimonio residenziale oggi inutilizzato. Secondo alcune stime, infatti, in città sarebbero presenti circa 100.000 abitazioni non occupate da residenti, una risorsa potenziale che il Comune intende contribuire a riportare nel circuito abitativo attraverso politiche mirate e investimenti dedicati.
