progetto monte stella
progetto monte stella

Con l’approssimarsi del sessantesimo anniversario della realizzazione del Monte Stella – rilievo artificiale che si trova nella zona nord-ovest di Milano – nasce ufficialmente il progetto Monte Stella: nascita di un modello di tutela condivisa, pensato per rinnovare e riqualificare il parco pubblico, coinvolgendo le comunità locali, con la finalità di cura, fruizione e tutela partecipata.

 

Il simbolo. Commissariato nel 1947 dalla Triennale di Milano e progettato dall’architetto Piero Bottoni (e dedicato alla moglie Elsa Stella, da cui prende il nome), il Monte Stella si erge nel cuore del quartiere QT8 in Municipio 8. Alto 45 metri (185 metri su livello del mare) ed esteso per 311.200 metri quadrati tra zone boschive e prati, il progetto venne realizzato inizialmente tramite una serie di accumuli di macerie provocate dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale ed oggi viene visitato annualmente da milioni di milanesi e non solo.

Gli obiettivi. L’obiettivo principale sarà di quello di portare a compimento, da qui a dicembre 2020, la messa in sicurezza dei micro dissesti attuali in zona e della qualità biologica delle componenti vegetali presenti, insieme alle politiche di sviluppo di spirito collaborativo nella cura per lo spazio verde per l’ambiente sociale circostante.

Come primo parco pubblico in Lombardia, Monte Stella potrà godere anche di una serie di accorgimenti tecnici utili ai diversamente abili, con un percorso perimetrale da intraprendere in autonomia o con supporto.

Sei partner. «Il progetto – spiega l’assessore al Verde, Pierfrancesco Maran – nasce dalla necessità di imminente manutenzione dell’area. Entro la fine del 2020 vedremo il compimento dei lavori». Il Comune di Milano sarà affiancato da altri cinque partner: AmbienteAcqua Onlus (capofila), Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica AIPIN, Club Alpino Italiano Milano, Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Milano ed il network Non Riservato.

«L’idea è quella di tutelare il verde presente dai cambiamenti climatici in corso – prosegue l’assessore – ed anche i cittadini potranno interagire con i professionisti che guidano la parte tecnica del progetto, attraverso la collaborazione nelle attività associative che permetteranno di vivere il parco quotidianamente».



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