Enologica 2018: l’Emilia Romagna che fa gola

Enologica 2018
Enologica 2018

Vino, cibo, ambiente e cultura s’incontrano a Enologica 2018, il Salone del prodotto tipico dell’Emilia Romagna. La sede dell’evento, da sabato a lunedì, sarà lo splendido Palazzo Re Enzo, nel cuore di Bologna. Alla kermesse saranno presenti noti professionisti, a partire dal sommelier Luca Gardini, con il quale Enoteca Regionale ha già dato vita all’innovativo progetto di comunicazione territoriale Emilia Romagna a tutto campo concepito attraverso la metafora del calcio, che si occuperà delle master class sui vini regionali.

Ricco il programma di eventi food con la coppia Adua Villa e Marco Colognese che curerà gli incontri con gli chef che avverranno in due postazioni attraverso una serie di cooking show: uno più “pop” nel quale lo chef Daniele Reponi realizzerà i suoi Panini d’Autore con prodotti Dop e Igp made in Emilia Romagna, l’altro di carattere più tecnico con alcuni dei migliori chef del territorio.

I consigli enologici di Luca Gardini
Il sommelier Campione del Mondo racconta i “suoi” vini

Simpatico, super competente e spigliato. In una parola frizzante, come alcune dei vini che degusta e propone. Luca Gardini, relatore d’eccezione ad Enologica, è un vero enfant prodige della sommellerie italiana: classe 1981 diventa sommelier AIS a quindici anni. A 23 anni lavora alla blasonata Enoteca Pinchiorri a Firenze, mentre a 29 è già Campione del Mondo.

Cosa rende un vino un “buon vino”?
«L’unicità, l’impronta stilistica, la riconoscibilità e, soprattutto, la garanzia. Il consumatore deve essere sicuro che la bottiglia che stappa proviene da un’azienda seria, certificata che rispetti alla lettera la filiera produttiva. Comunque, se dopo averlo stappato ti vien voglia di finirlo, allora è un buon vino».

Autunno stagione di funghi, tartufi e zucche. Quali vini abbineresti con piatti a base di questi ingredienti?
«Per un abbinamento classico con il tartufo consiglio grandi vini del territorio come un Barolo Ravera del 2014 o un Barbaresco Montersino di Orlando Abrigo. Per funghi e zucca potremmo abbinare un buon Lambrusco Trovador oppure Rito di Zucchi (premiato nel 2017 ndr): oppure perché no, un Sangiovese di Romagna come il Caciara che esalta la freschezza. In particolare, per la zucca io scelgo vini bianchi profumati come il Soave Monte Fiorentine di Cà Rugate. Se vogliamo andare al Sud, possiamo toccare un Marisa Cuomo Fiorduva di Furore, sulla Costiera Amalfitana».

Se volessimo un’etichetta per tutti e tre?
«Una grande bollicina franciacortina come il Cabochon di Monte Rossa». Per chi non ha un budget elevato, ma desidera regalare una buona bottiglia?
«Se andiamo sulle bollicine, consiglio un grande Lambrusco di Sorbara se invece vogliamo scegliere un bianco, andrei sul Verdicchio Le Vaglie di Stefano Antonucci, eletto Vino Pop del 2017 che rimane nella fascia sotto i 15 euro e che ha un ottimo rapporto qualità-prezzo. Per il rosso, mi sposterei in Alto Adige per il Pinot nero di Franz Haas».

Come capire se un vino non è stato eccessivamente ricaricato?
«In linea di massima, se non scegliamo vini super ricercati o rari, nei ristoranti che hanno una buona carta dei vini i prezzi sono quasi sempre adeguati. Se il dubbio rimane, non resta che aprire Google».

 

Ecco la vendemmia nella Valtènesi
Alla scoperta di rossi e chiaretti del Garda

Domenica prossima, 7 ottobre, tornerà Profumi di Mosto con venti cantine sparse fra Manerba, Moniga, Desenzano e Puegnago che apriranno le porte ad appassionati, degustatori e winelovers dalle 11.00 alle 18.00 per una giornata alla scoperta dei colori e sapori dell’autunno gardesano. Tre i percorsi al costo di 25-30 euro: ogni cantina proporrà in degustazione i vini prodotti in prevalenza con il vitigno autoctono Groppello, abbinati a piatti della tradizione gastronomica bresciana, proposti in collaborazione con gli chef di alcuni ristoranti del territorio oppure accostati a specialità della cantina. Info su profumidimosto.it.

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