case

Abitare è una gran parte, seppur non tutta, del vivere in una città e il tema della casa è sempre più centrale nelle grandi metropoli internazionali. Le rilevazioni mostrano come nelle capitali europee il costo a metro quadro di un appartamento stia puntualmente lievitando senza conoscere un minimo di crisi o di flessione.

 

E così come aumentano i prezzi delle case, i prezzi degli affitti non sono da meno. A Milano c’è un’intera generazione che rischia di essere schiava di questo problema, con conseguenze decisive. A ciò si aggiunga la scelta di molti proprietari, per ragioni di convenienza, di trasformare le loro proprietà in Airbnb e non più di metterle in affitto. Un monolocale arriva a costare 800 euro di affitto al mese quando va bene, una stanza non meno di 500/600.

E poi ecco far capolino il tema demografico: nascono sempre meno bambini e i genitori hanno il primo figlio in età sempre più avanzata. Partire dalle cause non sarebbe male: senza una casa ad un costo accettabile è difficilissimo anche pensare di mettere al mondo una persona.

Soluzioni salvifiche non ci sono, lo sappiamo. Per questo motivo cominciare ad affrontare il tema non solo concentrandosi sul settore, ma comprendendo che attorno al diritto alla casa ruotano numerose ricadute a livello economico, sociale, culturale, può essere un legittimo punto di partenza.

Non si tratta solo ed esclusivamente di tornare a costruire nuove case. Si tratta di capire che tipo di società immaginiamo da qui ai prossimi venti, trent’anni. Se pensiamo ad una nuova crescita demografica, ad un ringiovanimento di Milano, ci dev’essere sempre un tetto da immaginare. Affrontando i problemi a partire dalle loro connessioni e non solo settore per settore.


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