18.9 C
Milano
18. 05. 2021 22:30

Coprifuoco e ambienti al chiuso: le contraddizioni del via libera ai ristoranti

Più letti

Il segnale c’è. Ed è pure forte e chiaro. Il Governo vuole riaprire. Per farlo il premier Mario Draghi ha indicato una precisa road map, invitando alla massima prudenza e richiamando al senso di responsabilità di tutti per rispettare le regole. Dalle ricostruzioni di Palazzo Chigi, non si può che evincere che il via libera dal 26 aprile ad una serie di attività (in primis i ristoranti all’aperto e la cultura) sia una vittoria del fronte più “aperturista” capeggiato dalla Lega, da Italia Viva e da una buona parte di Forza Italia. Sembra, infatti, che Draghi abbia più volte stoppato alcuni rilievi al limite del tecnicismo da parte del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e del ministro della Salute, Roberto Speranza.

Rischio calcolato. Al di là del dato politico e del “rischio calcolato” (per qualcuno come Massimo Galli “calcolato male”), restano alcune evidenti contraddizioni che forse saranno sanate già nella scrittura del decreto operativo anti-Covid in dirittura d’arrivo entro metà della prossima settimana.

Contraddizioni. Ad esempio, resta il coprifuoco fissato fino alle 22.00, il che azzoppa in parte l’apertura dei ristoranti all’aperto all’ora di cena. Non c’è da essere additati come “cassandre” o “nostalgici della Stasi” per immaginare le difficoltà che si avranno nel far rispettare questo limite orario alle persone che vorranno godersi una cena sui Navigli. E sempre nel mondo della ristorazione, come già sottolineato dall’associazione di categoria Fipe, si rischia di creare una pericolosa discriminazione tra i locali che possono sfruttare spazi all’aperti con dehors e quelli che questa possibilità proprio non ce l’hanno. Stando alla bozza del decreto, questi ultimi riceverebbero il semaforo verde solo dal 1 giugno e solo per pranzi al chiuso che, si sa, non rappresentano la parte più significativa del fatturato di queste imprese. Sulla ripartenza delle cene negli ambienti chiusi non c’è ancora alcuna indicazione. Di sicuro sarà un tema “caldo” già dai prossimi giorni.

In breve

Scuola, si riaccende la protesta: occupato il cortile del liceo Parini

Gli studenti tornano a protestare. Questa mattina alcuni studenti del liceo Parini a Milano hanno occupato il cortile dell'istituto...