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26. 07. 2021 02:39

L’indifferenza sovrana verso i ragazzi

Ancora una volta un provvedimento che non tiene conto delle esigenze dei ragazzi e del loro bisogno di formazione e cultura. Si poteva evitare tutto questo?

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C’è una certa indifferenza che grida vendetta e che pagheremo. Riguarda i nostri ragazzi, la next generation: parola, quest’ultima, che riempie la bocca di politici, burocrati e politicanti.

Ma della next generation non interessa proprio niente a nessuno. Sarebbe stato ed è un obbligo morale dare una prospettiva a bambini, alunni, studenti di ogni ordine e grado. Eppure nessuno se ne cura.

Non perché si ricorre alla chiusura delle scuole come penultima spiaggia prima di un vero e proprio lockdown, peraltro improbabile. Ma perché – come risulta evidente dalla scorsa estate – non é stato fatto abbastanza per mantenere in piedi la scuola. Mica per le mascherine o i banchi a rotelle o gli intervalli al posto.

Ma per la mancata e totale organizzazione ordinata di quel che la scuola muove: trasporti e aggregazioni post, in primis. Il pericolo – si é detto – non sono i bambini o gli insegnanti (anche se sui numeri dei contagi nel mondo dell’istruzione regna sovrana l’incertezza). Il pericolo – si sa da un anno – sono il modo in cui i nostri ragazzi arrivano a scuola e tornano a casa.

La dimostrazione è che solo da metà gennaio, quando i contagi erano comunque in fase galoppante, si è messo in campo un sistema di trasporti alternativo. Ma la riorganizzazione dei tempi, consigliata ma mai davvero controllata, é stata fin qui un flop. Non resta così la denuncia di un’indifferenza che la storia farà pagare. A caro prezzo.

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