Della scuola tradizionale c’è poco, sembra quasi una comune dove studenti e insegnanti vivono assieme sviluppando un percorso scolastico. Benvenuti al Liceo Artistico Lao Officina d’Arte, luogo ideale per chi cerca un’alternativa per i propri figli. Maria Stella Granara, preside e fondatrice, spiega a Mi-Tomorrow come funziona la sua creazione.

Quanto è nata Lao?
«Quatto anni fa ad opera di un gruppo di insegnanti che hanno lasciato un altro liceo artistico privato».

Perché non siete una scuola paritaria?
«Sia perché sono necessari requisiti che non possediamo, sia perché qui adottiamo un meccanismo diverso rispetto agli altri licei».

Cosa non va bene negli altri licei?
«Sono troppo stressanti, competitivi, tant’è che i ragazzi scappano».

Voi cosa offrite?
«Un clima rilassante, un posto dove i ragazzi non vengono giudicati e vivono in una posizione di tranquillità».

Ci sono i voti?
«Certo, voti, pagelle, interrogazioni».

Date anche brutti voti?
«Sì, ma non si tratta di un voto numerico, non si da il “4” perché è giudicante e quindi non va bene. Piuttosto si dice allo studente: “guarda che non stai lavorando e così non passi l’esame”».

Chi si iscrive al Lao?
«Chi ha interrotto gli studi e poi vuole riprenderli oppure chi non si trova bene nel suo liceo. Ci sono anche coloro che vengono cacciati e vengono da noi».

Che età hanno gli iscritti?
«Dai 16 ai 25 anni».

Più che una scuola sembrate una comunità.
«Potremmo essere una Comune parigina, siamo in trincea. Facciamo vita comunitaria, si sta fino alle 15.30, abbiamo la cucina, ci prepariamo da mangiare, stiamo assieme il più possibile e gli studenti partecipano con gioia».

Com’è il rapporto tra insegnanti e studenti?
«Ci diamo del tu, anche se a volte c’è qualche studente che dice prof: non sempre lo schiavo riesce a liberarsi dalla schiavitù. In questo modo gli studenti si sentono più a loro agio, si confrontano con gli insegnanti che hanno i loro limiti, i loro difetti».

Non è rischioso questo rapporto paritario?
«In alcuni casi gli studenti fanno i saccenti, è anche successo che siano andati oltre ma li ho subito rimessi in riga. Io però non ci vedo un rischio, in questo modo si può parlare».

Quale metodo didattico seguite?
«Per quanto è possibile cerchiamo di lasciare libertà di esecuzione, è importante evitare la noia e fare crescere la voglia».

Esistono le gelosie tra studenti, le rivalità scolastiche?
«No perché non si vive la scuola in modo competitivo. Io trovo sbagliato anche il sistema di alternanza scuola-lavoro perché la scuola è cosa diversa dal lavoro».

L’assenza di competitività può generare un clima protettivo?
«I ragazzi si sentono in un paradiso terrestre ma sanno che dovranno sostenere l’esame ogni anno, in quanto non siamo una scuola paritaria. In caso di bocciatura avvertono la delusione».

Com’è l’esito degli esami sostenuti nelle altre scuole?
«Positivo, i miei studenti li passano».

Si viene al Lao solo per recuperare anni persi in altri istituti?
«No, ci sono studenti che svolgono il corso regolare».

Avete pochi studenti, come fate a tenere i costi?
«Con i salti mortali, faccio economia, cerco di ottimizzare, qui c’è chi fa del volontariato. Sarebbe importante se lo Stato sostenesse una scuola come questa che è impegnata a recuperare i ragazzi».

C’è anche la teledidattica
Opportunità formative personalizzate

Il Lao è una scuola privata, le lezioni si svolgono presso la sede di via Cibrario 4. Per l’anno scolastico in corso sono attivati due corsi istituzionali: il Corso antimeridiano e il Corso serale. Durante il pomeriggio i docenti rimangono a disposizione degli studenti interni ed esterni all’istituto per svolgere attività integrative, di recupero, di approfondimento e di orientamento. Al fine di incontrare le esigenze di quanti lavorano o faticano a frequentare con costanza e profitto le lezioni, lo staff di LAO può elaborare, anche attraverso la teledidattica, opportunità formative personalizzate. L’Istituto vanta la presenza di insegnanti specializzati nella gestione di tutte le problematiche correlate agli studenti con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) e con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività), attraverso la redazione di PDP (Piani Didattici Personalizzati).

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