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Milano
17. 05. 2021 12:25

Scuola, la protesta si infiamma: studenti e ristoratori uniti contro i decreti

«Basta con la DAD" è il grido che accomuna ormai tutti gli studenti: il racconto dell'ennesima giornata di mobilitazione

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“Basta con la DAD”, non cambia la richiesta degli studenti milanesi che oggi, in due battute, si sono ritrovati sotto Palazzo Lombardia per provare a tornare alla piacevole normalità di un anno fa. La proposta non cambia e prevede presidi sanitari in ogni scuola, mezzi di trasporto sicuri, con un aumento significativo del personale e degli spazi per garantire il distanziamento necessario tra tutti.

Si parla di fallimento del progetto educativo, lo dichiarano gli insegnanti intervenuti insieme a numerosi studenti. Una piazza piena, tanti cartelloni e appluasi. La vicinanza morale ha unito giovani studenti e tutto il personale: “Oggi, dovevamo essere a scuola. Non ci fermeremo”, hanno scritto su numerosi cartelloni. Così non sarà, in attesa di un decisivo passo in avanti per la riapertura delle strutture scolastiche in sicurezza.

Governo. Il Governo è finito nel mirino, con una curva crescente di contagi causata dalle aperture natalizie. E la scuola? È questa la domanda senza risposta di migliaia di studenti. Inevitabili gli interventi con sfondo politico, argomentati e sostenuti da esempi e questioni pratiche. Studenti preparati, aggiornati e pronti, ancora una volta, a lottare per i propri diritti. Dall’altra, la risposta del Governo che deve fare i conti con una curva di contagi che non permette una riapertura in sicurezza do strutture non tracciate e mezzi di trasporto non idonei agli spostamenti degli stessi.

Ristoratori. Questa volta ci sono anche ristoratori e dipendenti delle attività, che insieme agli studenti rientrano nelle categorie escluse dalle riaperture. Stessa voce, stessa richiesta: le possibilità per una riapertura in sicurezza ci sono, la palla passa a chi di competenza. “Troppe promesse, pochi fatti”, si legge su alcuni cartelli dei ristoratori presenti.

LSpazio anche per fumogeni, suoni di campanelle e trombe. Non sarà l’atto finale, ma la scuola e tutto il mondo della ristorazione, ora, chiedono aiuto: le risposte arriveranno, in attesa però dei fatti concreti.

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