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18. 04. 2021 08:15

Arisa si sente bene: «Mi metto sempre alla prova»

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Rosalba Pippa, in arte Arisa, il palco dell’Ariston lo conosce a menadito. Negli ultimi dieci anni lo ha frequentato con grande assiduità sin da quel 2009 quando, occhialoni e abbigliamento vintage, vinse le Nuove Proposte con Sincerità. Poi c’è tornata tra i Campioni, con quattro partecipazioni e la vittoria del 2014 con la poetica Controvento.

Non è mancato nemmeno il passaggio dall’altra parte della barricata. Nel 2015, infatti, chiamata da Carlo Conti Arisa calcava le assi del teatro sanremese nel ruolo di co-conduttrice. Non paga la cantante lucana è appena tornata al Festival per la sua quinta volta con un pezzo che, sin dal titolo, è una dichiarazioni d’intenti: Mi sento bene.

Canti a gran voce Mi sento bene, cosa significa per te stare bene?

«Sentirmi a mio agio dove sono, sentirmi in pace con me stessa come sta capitando adesso».

Citando il titolo del tuo album Una nuova Rosalba in città, pubblicato per la prima volta con Sugar, dobbiamo imparare a conoscere un’altra Arisa?

«La parola “nuova” non dev’essere presa in senso biblico, oppure sì se volete. Se ci pensate attentamente, ognuno di noi è sempre nuovo perché si cambia da un minuto all’altro. Questa Rosalba, in realtà, può sembrare nuova perché è andata alla ricerca di molte cose che aveva lasciato indietro nel passato e le ha riprese. E il nuovo disco, come il pezzo che presento al Festival di Sanremo, è nello stesso tempo un riassunto dei miei ultimi 10 anni e un antipasto di quello che sarà il 2019 di Arisa».

La cosa nuova che salta subito all’occhio è l’assenza tra gli autori di Giuseppe Anastasi che non firma né Mi sento bene, né altri pezzi del nuovo disco…

«Questa cosa mi dispiace tantissimo. Giuseppe è un autore che merita Sanremo, ma con la Sugar abbiamo deciso di portare all’Ariston Mi sento bene in rappresentanza del nuovo lavoro (sono 17, oltre Arisa, gli autori del nuovo disco cui si aggiungono 6 produttori, ndr). A Giuseppe, che in questo momento sta portando in giro il suo disco ed è giusto che pensi a se stesso e alla sua famiglia, auguro di fare tantissime belle cose per se stesso e per gli altri e spero di rincontrarlo presto nel mio lavoro».

Sei all’Ariston per la quinta volta, continui a metterti in gioco senza sosta. Perché lo fai?

«Per me è vita. Io vivo attraverso le piccole sfide di tutti i giorni. Non è soltanto partecipare al Festival di Sanremo. Può esserci la palestra o riuscire a preparare un dolce con le giuste dosi. Mi piace rinnovarmi sempre, mettermi alla prova con cose nuove. Affidarmi al destino è quello che mi dà la forza di andare avanti».

Anche nella serata dei duetti ti metterai in gioco ospitando Tony Hadley, quasi a scatola chiusa visto che solo all’ultimo momento metterete a punto la collaborazione?

«Tutti mi hanno assicurato che andrà bene anche se non ho provato nulla. Confido nel suo grande talento perché vocalmente è un mostro».

E, dulcis in fundo, ci saranno anche i Kataklò…

«Con loro, però, ho provato. Il loro talento è indescrivibile e sarà tutto molto scenografico perché sono dei grandi professionisti».

All’Ariston con Mi sento bene

In duetto con Rocco Hunt

A Milano venerdì 29 marzo ai Magazzini Generali


www.mitomorrow.it

www.facebook.com/MiTomorrowOff/

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