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24. 06. 2021 05:06

San Siro, Maran: «Speriamo di avere lo stadio per i Giochi»

L'assessore all'Urbanistica fa il punto sulle trattive tra Comune e le società sportive di Inter e Milan

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L’assessore Pierfrancesco Maran è impegnato nei discorsi con Inter e Milan sul nuovo San Siro: «Speriamo di avere lo stadio per i Giochi»

Maran: «Dobbiamo fare le cose per bene»

Maran, qual è la situazione in questo momento?
«Siamo in attesa di questa documentazione integrativa richiesta ai club perché il progetto è molto rilevante e non può essere letto solo nel fatto del nuovo stadio. Nei fatti c’è un quartiere attorno. Le richieste sono necessarie per questo. Fosse solo un ammodernamento dell’impianto senza altre strutture probabilmente necessiteremmo di informazioni minori».

Si aspetta che il 20 giugno ci sia una nuova deroga o che finalmente si arrivi al punto?
«Lo spirito con cui si pone il Comune è di piena collaborazione. L’obiettivo che ci poniamo tutti è fare qualcosa di positivo per la città. Se poi le società avranno altre necessità le ascolteremo».

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L’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran

Si aspettava il comunicato dell’Inter dopo le dichiarazioni del sindaco Sala sulla proprietà?
«Noi governiamo Milano e cerchiamo di farlo al meglio. Abbiamo una finalità che è quella di rappresentare l’interesse pubblico nelle trasformazioni in città. Questo ogni tanto causa fibrillazioni per chi fa degli investimenti, che però vanno inseriti in un quadro».

Il fatto che le elezioni siano state spostate in ottobre ha influito sulle tempistiche dell’iter?
«Secondo me no perché non è una decisione che viene presa a settembre o novembre. Al limite in quel momento ci possono essere dei passaggi, ma poi ci sono i piani attuativi e tutto il resto. Non sarebbe cambiato nulla in vista dell’estate».

Ma c’è realmente una tempistica entro cui è pensabile di avere il nuovo San Siro?
«In teoria la legge sugli stadi prevede delle tempistiche, ma nessuno in Italia ha mai fatto un impianto con quella normativa, è una procedura mai utilizzata. Credo che la cosa principale sia fare le cose per bene».

Entro Milano-Cortina 2026?
«Speriamo di sì anche perché sarebbe utile, immaginando che per la cerimonia di apertura uno dei due stadi debba essere vincolato all’uso olimpico».

Come i Giochi, anche questo progetto potrebbe essere un punto di rilancio.
«L’impressione che ho è che in generale Milano continui ad essere estremamente attrattiva per gli investimenti. Io mi concentrerei molto su quello che un’opera del genere significa per tutti e non per alcuni. Nel caso specifico per un quartiere come San Siro».

Crede ci saranno ricadute positive in questo senso?
«Quel che abbiamo cercato di fare in casi analoghi è avere benefici anche altrove. Nell’ultimo anno abbiamo approvato degli aggiornamenti a CityLife che ci hanno fatto ristrutturare delle scuole e permesso interventi di edilizia popolare nel Municipio 8. È un valore che grandi trasformazioni generino del bene alla comunità».

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