17.1 C
Milano
22. 04. 2021 13:32

A Milano ricollocarsi è possibile

Più letti

A Milano ricollocarsi è possibile

Perdere il lavoro spesso non solo è un dramma economico ma anche personale. Se poi l’età non è più giovane le cose si aggravano, si rischia di essere fuori mercato solo a causa dell’anagrafe. Esistono, però, esempi positivi che dimostrano come nel giro di poche settimane sia possibile riprendere un’occupazione: è il caso del 48 enne Luca Scarpelli che a Mi-Tomorrow racconta la sua storia.

Quanto hai saputo di essere stato licenziato dall’azienda?
«La voce di licenziamenti era in giro da un paio d’anni, ma non si sapeva se poi li avrebbero fatti davvero e a chi sarebbe toccato».

Quanto è stato il momento preciso?
«Intorno a metà febbraio di quest’anno, sono stato chiamato di persona e mi hanno comunicato la decisione dandomi i 45 giorni di preavviso».

Da quanto tempo eri loro dipendente?
«Per 12 anni ho lavorato in un outlet di abbigliamento per bambino».

Hanno licenziato altri colleghi?
«Si altri tre, inoltre qualche anno fa avevano chiuso un negozio a Como».

In azienda, insomma, non si respirava un bel clima.
«No, la crisi stava colpendo da un po’ di tempo. Un danno, poi, è avvenuto ai vertici: è mancato il leader, quello che aveva i contatti, chi gli è succeduto non è stato davvero alla sua altezza».

Il tuo ultimo giorno all’outlet?
«Il 17 maggio».

Poi cos’hai fatto?
«Ho cercato lavoro presso amici e parenti finché non mi sono rivolto alle agenzie interinali nonostante fossi scettico».

Perché?
«Avevo dubbi sulla loro efficienza invece devo dire che non è così: se ti rendi disponibile un lavoro te lo trovano, a me hanno fatto fare anche un corso».

Di che tipo?
«Ho fatto il corso del muletto: nelle logistiche grosse bisogna stoccare merce collocata in alto, in Amazon per esempio questa capacità è richiesta».

Dopo quanto tempo hai ripreso a lavorare?
«Dopo due settimane. Avevo anche un’altra proposta e anche adesso ne ho una in ballo».


Che tipo di contratto ti hanno fatto?

«Contratti a tempo determinato: cominciano con una settimana perché non ti conoscono e ti vogliono valutare, poi dalle settimane si passa ai mesi».

E’ possibile arrivare a un contratto a tempo indeterminato?
«Il mondo del lavoro è cambiato, nelle aziende c’è insicurezza sulle vendite future: nessuna azienda assume a tempo indeterminato. Le uniche possibilità si creano quando una persona va in pensione e c’è il ricambio».

Com’è il tuo contratto?
«Regolare».

Quanti colleghi hanno trovato occupazione tramite agenzia?
«Nell’azienda in cui lavoro sono l’80-90 per cento».

Il fai da te dunque, non paga?
«Il sistema migliore è il passaparola, poi dipende da chi conosci e dalla fortuna. Le agenzie interinali, quelle riconosciute dalla Regione, sono serie, mettono in contatto la domanda con l’offerta di lavoro: io mi sono trovato bene con loro».

In breve

Galli: «C’è la percezione del liberi tutti. Ed è nocivo»

«Quello che mi preoccupa è un segnale che viene percepito come un liberi tutti, e questo non può che...