Milano al primo posto per sfratti: la crisi abitativa è in caduta libera

Questa situazione è il risultato di un aumento costante del caro affitti e di una gestione abitativa che non riesce a rispondere ai bisogni delle fasce più deboli della popolazione

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Milano si conferma la città italiana con il maggior numero di sfratti, secondo i dati del Ministero dell’Interno. Nel 2023, il capoluogo lombardo ha registrato ben 2.178 sfratti, un triste primato nella regione già afflitta da una crescente emergenza abitativa. Questa situazione è il risultato di un aumento costante del caro affitti e di una gestione abitativa che non riesce a rispondere ai bisogni delle fasce più deboli della popolazione.

Studentato nel Villaggio Olimpico
Foto di repertorio

Milano al primo posto per sfratti: il dramma in Lombardia

La Lombardia, con un totale di 6.931 sfratti nel 2023, ha registrato un incremento del 13,7% rispetto all’anno precedente. Di questi, 5.751 sono dovuti a morosità, mentre i restanti riguardano finita locazione o altre cause minori. La crisi – come riporta il Corriere della Sera – si fa sentire in tutta la regione, con province come Bergamo e Monza che mostrano incrementi percentuali preoccupanti, ma Milano resta la città più colpita in termini assoluti, con un numero di sfratti che supera ogni altra provincia lombarda.

Bergamo e Monza: peggiori percentuali di crescita negli sfratti

Sebbene Milano primeggi in numeri assoluti, altre città lombarde mostrano percentuali di crescita più allarmanti. Bergamo, ad esempio, ha visto un incremento del 102,3% negli sfratti rispetto al 2022, con 767 sfratti registrati. Monza segue con un aumento del 71,5%, mentre Brescia ha registrato un incremento più contenuto dell’11,7%. Questi dati dimostrano che l’emergenza abitativa non risparmia nessuna provincia della regione.

Lavoratori sfrattati: la denuncia della Uil

Il segretario lombardo della Uil, Enrico Vizza, ha commentato i dati definendo la situazione «una vera e propria emergenza abitativa». La denuncia della Uil riguarda in particolare i lavoratori, spesso precari, che faticano a pagare affitti che possono arrivare ad assorbire fino al 70% del loro stipendio. Con salari mensili che variano tra i 1.000 e i 1.400 euro, molti si trovano costretti a lasciare le proprie abitazioni, pur contribuendo in modo significativo alla ricchezza della Lombardia.

Alloggi sfitti: un problema irrisolto

Oltre al problema degli affitti troppo elevati, la Uil sottolinea l’esistenza di circa 20.000 alloggi sfitti di proprietà di Aler (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale) e Mm a Milano. Questi appartamenti, che potrebbero rappresentare una soluzione concreta all’emergenza, rimangono inutilizzati. «Servono case per i lavoratori», ha ribadito Vizza, chiedendo un intervento urgente da parte delle istituzioni per attuare un piano abitativo che risponda alle necessità reali della popolazione.

Speculazione sugli affitti: la richiesta di intervento della Procura

La Uil ha inoltre sollecitato la Procura di Milano a intervenire contro le speculazioni sugli affitti. Dopo le indagini sugli abusi nei settori della logistica e della moda, il sindacato spera che si possano avviare azioni concrete contro chi approfitta dell’emergenza abitativa per trarre guadagni ingiusti. Gli affitti eccessivi, in un contesto di crisi economica, continuano a mettere in ginocchio intere famiglie e lavoratori, senza offrire alternative.

Milano al primo posto per sfratti: appello bipartisan per una soluzione condivisa

Nei prossimi giorni, la Uil intende scrivere ai consiglieri regionali per proporre una strategia condivisa e bipartisan sul tema della casa e degli affitti. La speranza è che le forze politiche trovino un accordo per avviare misure concrete a favore delle fasce più deboli, garantendo accesso a case popolari e affitti sostenibili. «Il tema è sempre quello: garantire una casa dignitosa ai lavoratori», ha concluso Vizza.

Conclusione: un’emergenza che non può più essere ignorata

L’emergenza sfratti a Milano e in Lombardia evidenzia una crisi abitativa che non può essere più ignorata. Il caro affitti, combinato con un progressivo impoverimento di intere categorie di lavoratori, richiede soluzioni urgenti e concrete. Il dialogo tra sindacati, istituzioni e forze politiche diventa fondamentale per evitare che sempre più persone si trovino senza un tetto sopra la testa in una delle regioni più ricche d’Italia.

 

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