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21. 04. 2021 21:34

Il nuovo Principe di Savoia: «Eleganza, ma senza pomposità»

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Sono state rimesse a nuovo. Con quello stile di accoglienza, tutta milanese, che da sempre contraddistingue l’hotel di piazza della Repubblica. Sono le sale meeting dell’hotel Principe di Savoia, uno dei simboli indiscussi della città di Milano, da sempre sinonimo di unicità e lusso in perfetto stile meneghino.

Il restyling delle sale è stato pensato, voluto e realizzato affinché il Principe continui a essere bandiera della ricettività all’ombra della Madonnina, con il suo brand inconfondibile, ma comunque al passo coi tempi e con le richieste di una clientela internazionale che è molto cambiata nel corso degli anni. «La clientela chiede sempre più servizi tecnologici», spiega a Mi-Tomorrow il general manager, Ezio Indiani, direttore dal 2005 e insignito nel 2002 del Premio Hermes, massimo riconoscimento nel settore dell’hotellerie di lusso, come Miglior Direttore d’Albergo di tutto il mondo.

Ci voleva questo tocco nuovo?
«Sì, abbiamo rinnovato le sale perché puntiamo molto su eventi, meeting, feste, incentive. Questo è un settore che a Milano è fortemente in crescita».

Da quando?
«Da Expo. L’esposizione ha sicuramente rilanciato la città anche da questo punto di vista: e il mercato del turismo ne sta ancora giovando».

Di quanto è stato l’investimento per le nuove sale?
«Circa 3,3 milioni di euro. Ora i saloni sono più moderni, senza aver perso lo stile che da sempre contraddistingue l’hotel. Quell’investimento fa seguito a circa 60 milioni di euro che la proprietà a messo sul piatto negli ultimi otto anni per sistemare stanze, suite e parti comuni».

A quale pubblico si rivolge il Principe?
«Milano è diventata un’attrattiva internazionale, riconosciuta da tutto il mondo come una delle capitali della moda, del design, dell’innovazione. Abbiamo una clientela internazionale, e ci stiamo accorgendo dell’interesse verso la nostra struttura di molti giovani che vengono dal mondo dell’impresa e dello spettacolo».

Cosa vogliono i clienti del settore lusso?
«Ci chiedono servizi tecnologici al passo coi tempi, moderni e affidabili. Vogliono riservatezza, qualità nel servizio ma con estrema discrezione. Cercano l’eleganza ma senza pomposità».

Quale sfida si pone per il Principe di Savoia nei prossimi anni?
«La sfida è chiara: restare l’albergo di riferimento di Milano e allo stesso modo fare di Milano una città sempre più moderna e accogliente. Insieme possiamo competere a livello mondiale, ne siamo convinti».

Struttura al top
Tra gli ospiti anche i divi di Hollywood

Trecento stanze, quattro suite imperiali, una reale, nove principesche, 35 junior suite. Un ristorante d’avanguardia, rinomato e celebrato. Un bar conosciuto in tutto il mondo. Uno stile che ha fatto la storia e continuerà a farla. L’Hotel Principe di Savoia ha appena spento le sue prime 90 candeline, ma ha lo spirito giovane: aperto nel 1927 a fianco della Stazione Centrale, nacque per essere l’albergo di riferimento degli uomini d’affari che si spostavano con i treni. Doveva essere la struttura di maggior prestigio per la Milano produttiva e mercantile dell’epoca, una città che in quegli anni stava precisando meglio la sua fisionomia. E così è stato. Il Principe è rimasto il faro della clientela business e ancora oggi diventa la “casa milanese” di moltissimi personaggi illustri. Sean Connery, George Clooney, Eric Clapton sono solo alcuni dei numerosi vip che hanno provato l’ospitalità milanese del Principe. AG

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