elena bertocchi
elena bertocchi

È l’ora della verità per Elena Bertocchi. Da domani, la fuoriclasse milanese sarà impegnata a Gwangju per i Mondiali di tuffi. Grandi attese in Corea del Sud per la milanese visto anche il suo ultimo biennio: bronzo intercontinentale nel trampolino 1 metro a Budapest 2017 e, lo scorso anno, oro europeo nel sincro 3 metri in coppia con Chiara Pellacani (a Glasgow anche un bronzo nel trampolino da un metro). «Sono pronta», il suo esordio convinto a Mi-Tomorrow.

Bertocchi, questi Mondiali hanno quasi un sapore a cinque cerchi?
«Si svolgono un anno prima di Tokyo, ci sono i migliori al mondo e già si potrebbe ottenere il pass per le Olimpiadi. Nel sincro donne per qualificarsi bisognerà riuscire a prendere una medaglia, anche perché solo i primi 3 posti avranno il pass olimpico. Nell’individuale da 3 metri invece basterà arrivare in finale, quindi nei primi 12 posti».

Dopo il bronzo nel 2017 da 1 metro, la medaglia è obbligatoria?
«Cercherò di riconfermarmi dal trampolino di 1 metro, anche se sarà molto difficile. L’obiettivo principale di questo Mondiale è centrare la finale del trampolino individuale da 3 metri, così da poter conquistare il pass per Tokyo».

Dopo questa rassegna, gli Europei di agosto saranno un appuntamento che ti vedranno comunque protagonista?
«Sicuramente, perchè oltre a cercare di riconfermarmi ai primi posti nel trampolino da 1 metro e nel sincro donne con Chiara Pellacani, il vincitore della gara individuale da 3 metri avrà il pass per le Olimpiadi».

Il ritorno della coppia Cagnotto-Dallapé è positivo per voi e per il movimento azzurro?
«Certo. Anche perché, grazie al loro ritorno, possiamo confrontarci ad alti livelli anche nelle gare italiane: in questo modo potremo essere più allenate e competitive quando parteciperemo alle competizioni internazionali».

Lei e Chiara Pellacani vi sentite le loro eredi?
«Non saprei, così dicono in tanti: per noi è solo uno stimolo a fare sempre meglio in gara».

Dopo l’oro all’Europeo di Edimburgo è cambiato qualcosa in termini di infrastrutture a Milano?
«No, la piscina è sempre la stessa e gli spazi acqua pure. Purtroppo a Milano manca un centro olimpico come quelli di Roma o Bolzano, una Piscina con la P maiuscola. Non dover condividere lo spazio acqua con i corsi di nuoto, tuffi, pallanuoto, nuoto sincronizzato e acquagym è un’altra storia. Lo so che è difficile riuscire a trovare uno spazio per tutto, però all’estero tutti si allenano così e se vogliamo stare al passo con le generazioni future, bisogna fare qualcosa».

Cosa pensi dell’assegnazione delle Olimpiadi ‘26 all’Italia, anche se non vedremo la tua disciplina?
«Sono super contenta, mi dispiace solo che non siano Giochi estivi. Ma sarà positivo per la mia Milano. Anche se non potrò tuffarmi (ride, ndr)».


www.mitomorrow.it

www.facebook.com/MiTomorrowOff/