Ha sdoganato la profezia del Calhanoglu o Lautaro più altri dieci: tra le gocce di sudore e la chioma appiattita dalla pioggia, Chivu ha reso l’Inter qualcosa di inafferrabile per le altre big italiane. Secondo tanti, forse troppi, soltanto dieci mesi fa i nerazzurri sarebbero dovuti finire fuori dalla top 3. La risposta ha aumentato il volume settimana dopo settimana, senza preoccuparsi di cosa facessero le altre dietro.
Chivu campione d’Italia al primo colpo
Ormai in rete capita inavvertitamente di guardare challenge di cui non si era a conoscenza, anche il classico “Then and Now” sugli sportivi di tutte le età. In quel trend Chivu può dire di aver plasmato il proprio carattere davanti alle telecamere, di essere stato come una spugna da calciatore per mettere in pratica i segreti per riuscire da allenatore.
Cosa non è cambiato? Quelle Nike Tiempo che non hanno mai fatto terra bruciata di campioni. Le stesse che portavano i registi dei primi anni 2000 non badando all’estetica, ma esclusivamente alla comodità e all’impatto col piede.
La pacatezza scambiata erroneamente per noia
Il Vampiro di Reșița lascia trasparire pacatezza, non si scompone, dote che può essere scambiata erroneamente per noia. Contrariamente al pensiero comune, il lavoro è cominciato subito dopo i cinque schiaffi che sembrava potessero stordire il club per molto tempo. Il carattere apparentemente distaccato nasconde un’educazione rigida da parte del padre Mircea, ma che l’ha reso adatto a un ambiente per pochi eletti.
Un po’ alla Inzaghi, con maggiore verticalità, cascate di cross dagli esterni e più basso in costruzione: l’Inter del Chivu 2.0 è questa. Da scardinare il neo big match, vero aspetto da migliorare in vista della prossima stagione e dove il cammino Champions acquisirà nuovamente un posto di rilievo.
Al tavolo dei grandi e con un know how meritevole di attenzione
Sacchi, Mourinho e Vycpalek. Tre allenatori che da poche ore hanno qualcosa in comune con Chivu, o viceversa: gli unici ad aver vinto un campionato alla prima stagione partendo dall’inizio. Insomma, può sedersi al tavolo dei grandi senza che nessuno apra bocca.
Alcuni hanno colto il suo rumore del silenzio, oltre le siepi delle zone vicine ad Appiano e con un fischietto giallo attorcigliato al dito. Si sparlava del know-how di Chivu? Adesso ha la piena attenzione.
