Jannik Sinner al San Raffaele, una giornata di controlli dopo il malore

All'uscita dalla struttura, Sinner si è allontanato senza rilasciare dichiarazioni sulle sue condizioni di salute

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Si sono conclusi gli accertamenti medici effettuati da Jannik Sinner presso l’ospedale IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, dove il numero uno del ranking mondiale era arrivato in mattinata per sottoporsi a controlli già programmati, finalizzati a chiarire le cause del malore accusato durante il Roland Garros.

All’uscita dalla struttura, Sinner si è allontanato senza rilasciare dichiarazioni sulle sue condizioni di salute. Vestito con maglietta e pantaloncini neri, ha salutato brevemente i giornalisti presenti con un semplice “ciao”, prima di salire a bordo di un van scuro insieme al professor Alberto Zangrillo. Al momento non si esclude che il percorso diagnostico possa proseguire anche nella giornata di domani.

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Jannik Sinner, la giornata al San Raffaele

Jannik Sinner si trova presso l’ospedale San Raffaele di Milano per sottoporsi a una serie di accertamenti già programmati. Gli esami, secondo quanto emerso, hanno l’obiettivo di approfondire le cause del malore accusato durante il Roland Garros. Il tennista altoatesino dovrebbe lasciare la struttura di via Olgettina in serata, anche se non si esclude un nuovo accesso nella giornata di domani per completare il percorso diagnostico.

Jannik Sinner, visita al San Raffaele

L’episodio risale al match disputato in Francia contro Juan Manuel Cerúndolo, quando Sinner era stato colpito da un colpo di calore che gli aveva provocato vomito e forti crampi. Già nei giorni successivi l’azzurro si era sottoposto a controlli presso il JMedical di Torino, centro medico di proprietà della Juventus.

Jannik Sinner, il malore al Roland Garros

Durante l’incontro, il numero uno del tennis italiano aveva mostrato evidenti difficoltà fisiche proprio nel momento decisivo della partita. Dopo aver rallentato sensibilmente i movimenti, si era seduto in panchina per poi rientrare in campo zoppicando. Nel chiedere una pausa all’arbitro, aveva spiegato: «Non so se si tratti di disidratazione. Mi sento la testa pesante e ho la sensazione di dover vomitare».

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