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Volley e matematica si fondono in un nuovo progetto. Dopo l’argento conquistato agli ultimi campionati del mondo alla guida della nazionale femminile di pallavolo, il commissario tecnico Davide Mazzanti e il suo staff stanno continuando a lavorare per avere una squadra ancora più forte in vista dell’obiettivo principale dei prossimi due anni: Tokyo 2020. Tra le vie di sviluppo su cui si sta spingendo ce n’è una che coinvolge direttamente Milano.

«Insieme al Politecnico e a Moxoff – racconta il ct – abbiamo creato un game simulator, un sistema per riuscire a tradurre ogni sistema di gioco in un modello matematico. Questo potrebbe garantire di avere in real time, durante le partite, indicazioni più precise rispetto a quanto sta accadendo. Ci darebbe suggerimenti rispetto al gioco delle avversarie per ricostruire le loro strategie e adattarci meglio. Nel volley non esiste, stiamo cercando di farlo utilizzando tecnologie non invasive». Non è il primo tipo di intervento tecnologico o matematico all’interno del volley. La Lega sta infatti studiando, sempre insieme al Politecnico, un sistema di score factor per capire meglio quanto un giocatore incida sull’andamento della propria squadra. I primi risultati dovrebbero arrivare entro sei mesi.

IL MODELLO • Visti i risultati ottenuti dalla squadra di pallavolo femminile con il Club Italia, anche nel basket si sta parlando di un’introduzione simile per far crescere i giovani azzurri, ma il ct Mazzanti è già oltre. «Credo che quella sia la punta di un iceberg, l’imbuto per tutti i settori giovanili – dice il selezionatore riguardo al lavoro svolto al Centro Pavesi di Milano con le giovanissime azzurre –. Il Club Italia oggi è un’opportunità di gioco, il grosso obiettivo è migliorare la qualità e le relazioni sul territorio con i vivai. Avere capacità predittive a 14 anni è quasi impossibile e quindi dobbiamo migliorare il lavoro alla base per avere più possibilità di scelta a 18».