Casa Surace torna a teatro con La riunione di condominio – tutti sotto lo stesso tetto, uno spettacolo che, da aprile a maggio, attraverserà i teatri delle principali città italiane. Partendo dalla metafora del condominio, la commedia – scritta da Simone Petrella, Alessio Strazzullo, Daniele Pugliese e diretta da Paolo Ruffini – racconta vizi e virtù di un Paese che sembra diviso su tutto ma che, alla fine, trova sempre il mondo di stare bene al di là delle contraddizioni. L’8 aprile ci sarà l’unica data milanese, al Teatro Manzoni: Riccardo Betteghella, che interpreta il “milanese” del gruppo, ha svelato a Mi-Tomorrow qualche anticipazione.
Da dove nasce La riunione di condominio?
«L’idea dello spettacolo nasce dal desiderio di uscire dalla nostra dimensione social. In questi dieci anni abbiamo sempre cercato di sperimentare. In questo caso volevamo unire la nostra passione per il teatro e per la commedia scritta, con i personaggi e il mondo che abbiamo costruito online. Ci serviva un espediente narrativo per portare in scena tutto questo, così siamo arrivati all’idea della riunione di condominio».
Una situazione che si presta bene per uno spettacolo.
«È una metafora che funziona, perché noi abbiamo sempre raccontato dinamiche familiari, incontri, conflitti, differenze regionali. Il condominio diventa uno spazio perfetto per mettere insieme tutto: persone che non vanno d’accordo ma che, vivendo sotto lo stesso tetto, devono trovare un equilibrio. La chiave è quella comica, utilizzata anche per lanciare messaggi di collaborazione e uguaglianza: uno specchio del Paese in cui viviamo, dove si discute, ci si scontra, ma alla fine si cerca un accordo. Lo spettacolo è comico, però cerca comunque di sensibilizzare su certi argomenti».
La comicità è cambiata molto negli ultimi anni: pensi che sia ancora un buon veicolo per messaggi importanti?
«Sicuramente. Io credo che, da sempre, la comicità sia un veicolo trasversale per far arrivare un certo messaggio a persone che magari non hanno voglia o tempo di approfondire temi più complessi. La risata crea un aggancio immediato: quando ridi, ti immedesimi, ti affezioni e sei più partecipativo. In certi casi è più facile agganciare così che con un discorso serio. Non è una questione di importanza, ma di accessibilità: con la risata sei più ricettivo, più aperto».
Durante lo spettacolo sarà importante l’interazione con il pubblico?
«Sì, assolutamente. Noi vorremmo avvicinarci ai giovani, che possono pensare al teatro come a un posto un po’ noioso. Cerchiamo di mantenere lo spirito goliardico che ci contraddistingue, anche durante gli eventi, quelli in cui incontravamo gli studenti universitari: si caratterizzano proprio per la partecipazione dei ragazzi».
In che modo?
«In queste occasioni organizziamo giochi, quiz, facciamo salire sul palco le persone o proponiamo delle sfide di dialetti. Quindi quando abbiamo scritto lo spettacolo, con l’aiuto di Paolo Ruffini, abbiamo pensato a una commedia tipica teatrale, da palcoscenico, unita però alla nostra esperienza di collaborazione con il pubblico, centrale nel mandare avanti l’evento, lo spettacolo. L’idea di creare una riunione di condominio era perfetta per questo, proprio perché sono coinvolti tutti gli inquilini di un palazzo: una volta che tu imbarchi le porte del teatro, stai entrando effettivamente in un condominio, quindi sulle poltrone troverai l’ordine del giorno della riunione, a cui parteciperai tu stesso».
Come pensate reagirà il pubblico?
«Vogliamo coinvolgere le persone, creare anche dei momenti inaspettati. Lo spettacolo prende poi una piega diversa in ogni città, in base a chi partecipa».
E il tuo personaggio? Chi interpreti in scena?
«Io interpreto il personaggio di Ricky, un ragazzo milanese, lo stesso personaggio che ho sempre interpretato dall’inizio di Casa Surace. Quando iniziammo a parlare di differenze tra nord e sud, serviva una figura ingenua e pacata che si scontrasse con l’esuberanza delle tradizioni del sud. Il mio personaggio è rimasto questo negli anni, ovviamente poi si è un po’ evoluto, ma il carattere resta quello tipico milanese, mai offensivo, mai denigratorio verso il nord chiaramente, che però accentua ingenuità, curiosità e benevolenza per far succedere tutto quello che accade».
Mercoledì 8 aprile alle 20.45
Teatro Manzoni
Via Manzoni, 42
Biglietti: da 22,50 euro su ticketone.it
Casa Surace, chi sono
Casa Surace è un collettivo di comici nato nel 2015 da una serie di incontri e amicizie. Il nome viene dal cognome del proprietario dell’appartamento a Napoli dove il gruppo si trovava, prima ancora di diventare ciò che è oggi: all’inizio per feste, per convivenza, per stare insieme. Con il tempo le persone sono aumentate e la casa è diventata un piccolo polo artistico, punto di incontro tra città, esperienze e personalità diverse. Il collettivo ha sfruttato la vitalità del web per parlare in chiave ironica e leggera di vita quotidiana, di paradossi familiari, delle differenze generazionali e territoriali che caratterizzano il nostro Paese. A renderli speciali, la loro semplicità: raccontando di situazioni comuni condivise da tutti, alleggeriscono la vita quotidiana con consapevolezza. Sempre presente, anche una dimensione riflessiva, mai moralista né pesante, che cattura l’attenzione perché, ancora una volta, legata a un vissuto comune nel quale è facile immedesimarsi.
