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06. 08. 2021 00:57

Zapping Cinema, dal ricordo di Lucio Dalla al cinema d’autore coreano

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PER LUCIO

Dopo il grande e meritato successo ottenuto con Martin Eden, rilettura originale del celebre romanzo di Jack London con un Luca Marinelli in stato di grazia, Pietro Marcello è tornato dietro la macchina da presa con un documentario eccellente: parliamo di Per Lucio, presentato al Festival di Berlino nella sezione Berlinale Special.

Ci troviamo di fronte ad un viaggio visivo e sonoro nell’immaginario poetico e irriverente di Lucio Dalla. La narrazione è affidata alle parole del suo storico manager Umberto Righi (Tobia) e dell’amico d’infanzia Stefano Bonaga, e Pietro Marcello ha confezionato un prodotto che unisce biografia e storia grazie a repertori pubblici e privati, storici e amatoriali. Ovviamente non possono mancare le canzoni del cantautore bolognese, brani che hanno scritto la storia della musica italiana.

Scritto a quattro mani con Marcello Anselmo, Per Lucio conferma ciò che da tempo sappiamo: Pietro Marcello è tra gli autori più importanti del cinema italiano. Il documentario in “appena” 79 minuti racconta Lucio Dalla a tutto tondo ed è straordinaria la gestione delle immagini di repertorio, già protagoniste nei suoi precedenti lavori. Interessante “l’omaggio” a Bella e perduta.

  • Paese: Italia
  • Durata: 79 minuti
  • Regia: Pietro Marcello
  • Genere: documentario
  • Voto: 8,5

PETIT MAMAN

Il suo Ritratto della giovane in fiamme ha incantato il Festival di Cannes nel 2019 – premiato con il Prix du scénario – ora Celine Sciamma torna protagonista nel circuito dei Festival alla Berlinale: la giovane regista francese ha presentato la sua ultima fatica, Petite maman. Il lungometraggio di 72 minuti racconta la storia della piccola Nelly, impegnata ad aiutare i genitori a sgomberare la casa della nonna materna, recentemente venuta a mancare.

In quella stessa abitazione, la madre di Nelly ha vissuto un’infanzia meravigliosa di cui ha sempre raccontato alla bimba, compresa la realizzazione della casa sull’albero. Marion, la madre, ad un certo punto esce di scena, mentre Nelly decide di esplorare i boschi e incontra davanti alla casa sull’albero una sua coetanea… Petite maman è stato girato in piena pandemia e Celine Sciamma ha acceso i riflettori sul mondo dei bambini, i più colpiti dall’emergenza sanitaria. Isolati nella propria bolla di immaginazione, i più piccoli si trovano spesso alle prese con situazioni stranianti e perciò la regista ha voluto raccontare l’amicizia tra due bimbe, l’una lo specchio dell’altra.

La cineasta di Pontoise è tornata alle sue radici con una squisita storia di formazione – i boschi sono quelli in cui lei giocava da piccola – con un’opera che acquista valore con il passare dei minuti. Eleganza, stile e qualità: una grandissima autrice.

  • Paese: Francia
  • Durata: 72 minuti
  • Regia: Celine Sciamma
  • Genere: drammatico
  • Voto: 7,5

ALBATROS

Un poliziesco con un’ottima base ma senza mordente: così possiamo riassumere l’ultima fatica di Xavier Beauvois, Albatros, presentato in concorso al Festival di Berlino. Il regista di Auchel ha raccontato la storia di un poliziotto della Normandia, sulla costa della Manica, alle prese con alcuni piccoli e grandi eventi che mettono in rilievo una crisi emotiva.

Una vita sconvolta da un evento inatteso e brutale, che deve fare i conti con le conseguenze… Come dicevamo, il materiale di partenza è molto interessante, ma forse la carne al fuoco è un po’ troppa, considerando che Beauvois – protagonista con un cameo – non riesce a dare la sterzata, un cambio di registro, uno slancio.

A differenza di altre sue pellicole, pensiamo a Uomini di Dio (Des hommes et des dieux) del 2010, c’è poca empatia e lo spettatore non è “coinvolto” nelle dinamiche dell’azione. La narrazione a fuoco lento non culmina in un finale potente. Non mancano comunque alcune sequenze degne di nota, anche grazie all’ottima fotografia di Julien Hirsch.

  • Paese: Francia
  • Durata: 115 minuti
  • Regia: Xavier Beauvois
  • Genere: drammatico
  • Voto: 5,5

INTRODUCTION

Di ritorno alla Berlinale dopo aver ottenuto l’Orso d’oro per il miglior regista con The woman who ran, Hong Sang-soo ha presentato il suo ultimo film – Introduction (Inteurodeoksyeon) – nel concorso principale del Festival tedesco. La pellicola racconta la storia di Youngho, giovane che sogna di intraprendere la carriera di attore, che viene convocato dal padre, medico, nel suo studio.

Quando la sua fidanzata Juwon si trasferisce a Berlino per i suoi studi, il ragazzo va a trovarla di sorpresa. Qualche tempo dopo, Youngho va a pranzo con la madre, che vuole presentarlo a un amico attore, lo stesso che aveva incontrato nella sala d’aspetto dello studio del padre… Hong Sang-soo va sul sicuro e tratta i temi più cari del suo cinema, con dialoghi lunghi e inquadrature statiche.

Un film esteticamente ineccepibile, con una fotografia in bianco e nero particolarmente ammaliante, ma che lascia poco allo spettatore. Le sequenze faticano a brillare, quasi accontentandosi del gusto pittorico del quadro. Interpretazioni rivedibili, soprattutto quella della giovane protagonista.

  • Paese: Corea del Sud
  • Durata: 66′
  • Regia: Hong Sang-soo
  • Genere: drammatico
  • Voto: 5

 

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