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28. 06. 2022 02:07

Galli: «Riaprire le scuole, non gli stadi»

Fino a quando «la situazione è questa bisogna rinunciare al superfluo»

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Bisogna aprire «le scuole, non gli stadi. Capisco che togliere i circenses agli italiani possa dispiacere, ma dal punto di vista scientifico portare il pubblico negli impianti sportivi può avere gli stessi effetti che abbiamo visto nelle discoteche». Lo afferma in un’intervista a Il Messaggero Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano.

Galli: «Riaprire le scuole, non gli stadi»

Superfluo. Tra scuola e stadi «non ci dovrebbe essere gara – aggiunge -. Il calcio è uno spettacolo non essenziale che può essere fruito anche da casa. Come per le discoteche, qualsiasi situazione che determina un ammassamento di persone è insidiosa. Puoi tenere le persone distanziate all’interno dello stadio, ma non riesci a farlo all’entrata e all’uscita». Fino a quando «la situazione è questa bisogna rinunciare al superfluo».

Bollettino. Siamo tornati «a superare ampiamente le mille diagnosi al giorno, legate solo in parte al fatto che abbiamo aumentato i tamponi. Però l’andamento dell’epidemia ha caratteristiche non tali da rassicurarci».

Aspettare. Galli non si sarebbe scandalizzato «e non lo avrei ritenuto un fallimento se le scuole avessero aperto solo il primo ottobre, in una situazione in cui tutto fosse stato sistemato a dovere. Giorno dopo giorno emergono varie difficoltà e poi in mezzo ci sono delle elezioni. Se devi aprire le scuole, per poi chiuderle per le elezioni, infine le devi pulire e poi riaprire… Insomma, valeva la pena aspettare».

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