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02. 10. 2022 23:54

Torna l’idea del biglietto Atm breve: meno fermate, prezzo ridotto

Torna di moda l'idea del biglietto Atm breve: poche fermate ad un prezzo ridotto. Una proposta che piacerà ai milanesi?

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L’idea del biglietto Atm breve per la metro del comune di Milano era stata già lanciata diversi anni fa, ma il progetto fu rimandato a data da destinarsi. La proposta è stata rilanciata con una nuova proposta del consigliere Monguzzi, che permette ai passeggeri che fanno poche fermate di usufruire dei mezzi di trasporto pubblici pagando un prezzo minore.

Biglietto Atm breve: la nuova proposta del consigliere Monguzzi

Il progetto del biglietto Atm breve nasce dall’idea di permettere ai viaggiatori che percorrono brevi tragitti di risparmiare sui due euro del biglietto base, che in molti non ritengono idonei, preferendo spostarsi con i mezzi privati.

Il consigliere comunale Carlo Monguzzi, esponente di Europa Verde, ha rilanciato l’idea attraverso un post su Facebook nel quale ha affermato: “Anni fa proponemmo il biglietto breve sui mezzi pubblici: chi fa tre o quattro fermate e non ritiene utile fare l’abbonamento, non è giusto che paghi due euro. Molti preferiscono usare l’auto o prendere i mezzi senza pagare”.

Biglietto Atm a Milano: l’idea iniziale del 2019

Carlo Monguzzi propose già un emendamento per i viaggi brevi quando fu eletto tra le fila del Partito Democratico nel 2019.

L’idea iniziale del biglietto breve era un titolo di viaggio scontato rispetto a quello ordinario, che sarebbe stato valido per un tempo inferiore ai 90 minuti oppure per un numero limitato di fermate (probabilmente 5). In questo modo, il viaggiatore avrebbe potuto risparmiare e pagare un prezzo inferiore rispetto ai due euro del biglietto standard.

Il testo dell’emendamento, che era stato proposto dal Pd e modificato su richiesta del leghista Gabriele Abbiati, recitava: «Introdurre, nel corso del 2020, un biglietto breve a minor costo per un numero limitato di fermate o eventualmente di tempo, la cui applicazione verrà scelta tecnicamente per rendere questo strumento di viaggio sicuro, conveniente e agevole per i cittadini».

La proposta ottenne anche l’approvazione dal consiglio comunale di Milano, all’interno della delibera sull’aumento a 2 euro del biglietto Atm. Il biglietto breve sarebbe dovuto entrare formalmente in vigore l’anno successivo, con un prezzo di 1 euro e 40 centesimi, ma la pandemia da Covid-19 frenò completamente l’attuazione del progetto.

Biglietto Atm breve: il rinvio del progetto

Le restrizioni attuate per limitare l’aumento dei contagi misero in fatti a dura prova i mezzi di trasporto pubblico, i quali constatarono un minor flusso di viaggiatori e, di conseguenza, anche un netto calo degli introiti.

Anche al termine del lockdown, inoltre, moltissime persone preferirono continuare a spostarsi con i mezzi privati (come auto, biciclette e monopattini elettrici), temendo un possibile contagio a bordo dei mezzi pubblici.

biglietto atm

Nell’aprile del 2021, quindi, l’Atm si trovò in seria difficoltà e la proposta del biglietto Atm breve fu slittata a data da destinarsi.

L’allora assessore alla Mobilità, Marco Granelli, decise infatti di escludere questa decisione dal bilancio di previsione del 2021, affermando: «Non abbiamo ritenuto di inserirlo oggi in un quadro che vede il trasporto pubblico già in difficoltà».

Monguzzi: “Distanza siderale tra promesse e fatti”

La decisione di Marco Granelli fece contrariare notevolmente il consigliere Monguzzi, che commentò su Facebook: «Nel 2019 mi fu assicurato che sarebbe stato fatto nel 2020: ora nella commissione sul bilancio preventivo 2021 la giunta ci dice che è stato rimandato per la pandemia e che se ne parlerà. Vogliamo la mitica città in cui tutto si fa a quindici minuti di distanza, e non facciamo il biglietto breve che andrebbe a fagiolo? Siamo alla solita siderale distanza tra le promesse e i fatti».

Biglietti giornalieri di Atm: il parere contrario di Enrico Fedrighini

Non tutti condividevano le idee di Monguzzi sull’idea di far risparmiare i viaggiatori sui biglietti Atm, primo fra tutti il consigliere dei Verdi Enrico Fedrighini, che nel 2020 subentrò a Paolo Limonta in consiglio comunale.

Fedrighini lo riteneva infatti estremamente sbagliato e nocivo per Atm, che stava affrontando una forte riduzione di incassi a causa di un aumento della mobilità privata legata alla diffusione del Covid-19.

Secondo Fedrighini, bisognava “riavvicinare” i cittadini all’uso dei mezzi pubblici, puntando a fidelizzarli attraverso le promozioni sugli abbonamenti dei biglietti Atm di Milano.

«Lo si deve fare con tutta la gradualità e sicurezza necessarie: è un tema di rilevanza economica, ambientale e sociale – aveva dichiarato. L’abbonamento Atm oggi è pagabile con rate mensili di 27,50 euro, cioè 90 centesimi al giorno, con i quali non ci si limita a fare una singola tratta di breve raggio ma si viaggia sull’intera rete Atm, ovunque, senza limiti orari e di tragitto. E, una volta che hai l’abbonamento, lo usi. Promuovere l’uso di questo abbonamento, anziché introdurre un biglietto breve usa e getta, fa bene alle tasche dei milanesi, alle tasche di Atm e ai polmoni di tutti”, aveva dichiarato Enrico Fedrighini in merito ai biglietti Atm».

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