Proseguono le indagini della Procura di Milano sul presunto stupro di gruppo denunciato da una studentessa spagnola di 20 anni, arrivata in città per un periodo di Erasmus. Nella mattinata dell’11 giugno, due giovani si sono presentati spontaneamente negli uffici giudiziari per fornire la propria versione dei fatti, assistiti dall’avvocato Francesco Furnari.
Violenza sessuale vicino il The Beach: due ragazzi forniscono la loro versione
Secondo quanto riferito dal legale, le dichiarazioni rese dai ragazzi offrirebbero una ricostruzione profondamente diversa rispetto a quella emersa finora. La difesa sostiene che la giovane avrebbe conosciuto alcuni dei ragazzi all’interno della discoteca The Beach, nella zona est di Milano, e che uno degli incontri successivi sarebbe avvenuto in modo consensuale. I due giovani ascoltati dagli inquirenti avrebbero fornito una versione coincidente degli eventi.
L’avvocato ha inoltre dichiarato di aver individuato alcune telecamere di sorveglianza che potrebbero contribuire a chiarire quanto accaduto. Per questo motivo ha chiesto alla magistratura di procedere rapidamente all’acquisizione delle immagini, sottolineando il rischio che le registrazioni vengano cancellate a causa dei normali tempi di sovrascrittura dei sistemi di videosorveglianza. L’inchiesta, coordinata dall’aggiunta Letizia Mannella e dalla pm Rosaria Stagnaro, è stata aperta dopo la denuncia presentata dalla studentessa e segue il protocollo previsto dal Codice Rosso per i reati di violenza domestica e sessuale.
Il racconto della studentessa
Nel suo racconto agli investigatori, la giovane ha riferito di essersi recata nel locale insieme a un’amica connazionale. Durante la serata avrebbe conosciuto alcuni ragazzi e, in un momento in cui si sarebbe separata dall’amica tra la folla, sarebbe stata condotta all’esterno del locale. Da quel momento, secondo la denuncia, avrebbe subito una serie di violenze da parte di quattro uomini, prima in una zona appartata nei pressi della discoteca e successivamente all’interno di un’automobile spostata in un’area isolata della periferia orientale della città.
La ragazza ha raccontato di essere stata poi lasciata in strada dagli aggressori. Dopo essere riuscita a contattare l’amica, sarebbe stata accompagnata al Pronto soccorso del Policlinico di Milano. Nella clinica Mangiagalli sono stati avviati gli accertamenti medici e il percorso di assistenza psicologica previsto per le vittime di presunte violenze.
