Meazza
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Sono giorni “caldi” per il futuro del Meazza. O comunque questa è una settimana probabilmente decisiva per definire le strategie di Inter, Milan e Comune di Milano. Già, perché il nuovo San Siro inizia a prendere forma, anche nei disegni. Quella di martedì, ad esempio, doveva essere la giornata giusta per la presentazione ufficiale dei disegni dei due studi rimasti in corsa per la nuova casa dei club. Se non sarà così, si slitta comunque di poco.

 

Nei prossimi giorni ci saranno gli incontri tra le due società e le commissioni consiliari che hanno la competenza sulla partita. Il tema della trasparenza con la cittadinanza è emerso con forza e continua ad essere al centro delle discussioni. Il punto fermo emerso nell’ultima riunione tra le due società e i capigruppo dei partiti di Palazzo Marino, è emerso che Milan e Inter insistono con la demolizione del Meazza e la costruzione di un nuovo stadio.

Sono Populous e Manica+Sportium i due studi di architetti rimasti in corsa per progettare il nuovo stadio nell’area di San Siro con la demolizione del Meazza. Si tratta di due studi già attivi nel mondo del calcio: il primo ha disegnato il nuovo Wembley, il secondo il prossimo stadio del Cagliari.

Nei documenti presentati a Palazzo Marino dai club, è stato sottolineato il vantaggio di costruire un nuovo impianto rispetto alla ristrutturazione dell’attuale San Siro: l’ammodernamento del Meazza (con demolizione del primo e terzo anello e la ricostruzione solo del primo) porterebbe ad una diminuzione della capienza inferiore al nuovo impianto, costerebbe 510 milioni di euro (contro i 650 milioni del nuovo stadio) e secondo le società non risolverebbe i problemi, oltre a creare difficoltà per lo svolgimento delle gare, far perdere ai club 110 milioni l’anno e avere posti limitati a livello premium.

La priorità, rispetto ad altre zone, è verso il sito storico di San Siro dove, al posto dell’attuale Meazza, sarà costruita un’area multifunzionale, con un centro commerciale da 77mila metri quadri, un’area intrattenimento da 13mila metri quadri, oltre a uffici e un’area alberghiera/congressuale. Il centro dell’area sarà destinato invece a spazi pubblici, con piazze che si alterneranno a superfici verdi in un parco diffuso. Nulla, però, è scontato.


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