In Lombardia il 14 per cento dei bambini e adolescenti vive in condizioni di povertà relativa. Eppure pochi chilometri di distanza, tra una zona e l’altra, possono significare riscatto sociale o impossibilità di uscire dal circolo vizioso della povertà. La segregazione educativa allarga sempre di più la forbice delle disuguaglianze, in particolare nelle grandi città come Milano, dove vivono tantissimi bambini, ed è lì che bisogna intervenire con politiche coraggiose e risorse adeguate.

Secondo l’Atlante dell’infanzia a rischio “Le periferie dei bambini” di Save the Children, all’interno di una stessa città, l’acquisizione delle competenze scolastiche da parte dei minori segna un divario sconcertante. A Milano, i 15-52enni senza diploma di scuola secondaria di primo grado sono solo lo 0,4% a Tre Torri contro il 7,2% a Comasina. Stesso discorso vale per i laureati che nel capoluogo lombardo hanno una forbice ancora più ampia che va da Pagano e Magenta-San Vittore (51,2%) dove sono sette volte quelli di Quarto Oggiaro (7,6%).

I PARAMETRI • Differenze sostanziali tra una zona e l’altra riguardano anche i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano più, sono senza lavoro e non sono inseriti in alcun circuito di formazione: nel capoluogo lombardo, in zona Tortona, sono il 3,6%, meno di un terzo di quelli di Triulzo Superiore (14,1%). Anche i dati tratti dai test INVALSI testimoniano il divario nell’apprendimento scolastico. A Milano una distanza siderale di 15 punti divide i bambini dei quartieri più svantaggiati da quelli che abitano a Magenta-San Vittore.

«È assurdo che due bambini che vivono a un solo isolato di distanza possano trovarsi a crescere in due universi paralleli – spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children -. Rimettere i bambini al centro significa andare a vedere realmente dove e come vivono e investire sulla ricchezza dei territori e sulle loro diversità, combattere gli squilibri sociali e le diseguaglianze, valorizzare le tante realtà positive che ogni giorno si impegnano per creare opportunità educative che suppliscono alla mancanza di servizi». Una versione multimediale e interattiva dello studio è disponibile online su atlante-savethechildren.it.