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05. 12. 2020 15:02

Davide Toffolo presenta il Cammino della Cumbia: «Il fumetto è libertà»

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A cinque anni da Graphic Novel is dead, Davide Toffolo, già frontman della band I Tre Allegri Ragazzi Morti, torna in libreria con un nuovo fumetto. Uscirà venerdì 16 Il Cammino della Cumbia, edito da Oblomov, che racconterà un viaggio lungo 8.500 chilometri intrapreso tra gennaio e febbraio scorsi partendo da Buenos Aires e terminando a Cartagena, in Colombia, culla appunto della Cumbia. Il nuovo lavoro verrà presentato nel corso di un dj set insieme a Nahuel Martinez al Biko di via Ponti 40. «Bisognerebbe andare dallo psicologo per spiegare come nasce ogni singolo fumetto», racconta Toffolo a Mi-Tomorrow.

Intanto come nasce la passione per il fumetto?

«Consumo fumetti da prima ancora che imparassi a leggere. Il primo disegno che ho pubblicato è stato nel 1987 al Treviso Comics e ritraeva una grande icona del rock: Chuck Berry».

Da piccolo cosa la incuriosiva?

«Personalmente, il fumetto non è mai stato meramente “classico linguaggio dell’infanzia”. Era semplicemente un mio amico che trascorreva con me gran parte delle giornate. Leggevo i supereroi a 7 anni e avevo un cugino più grande che mi catapultò in questo straordinario mondo. I fumetti che leggevo nei primi anni ’70 erano realizzati dai migliori fumettisti al mondo e i racconti di fantascienza erano quelli che maggiormente mi affascinavano».

Nel suo lavoro affronta temi personali e autobiografici. Quali sono i vantaggi e le difficoltà di dedicarsi a queste tematiche?

«È stata una conquista arrivare ai racconti autobiografici. Da Pasolini in poi ho scelto di diventare il protagonista delle mie opere e ho dato autenticità e verità al lavoro. Nell’ultimo libro c’è un vissuto, e per me è come un metodo».

In molti ricorderanno la canzone scritta da Jovanotti e cantata da Adriano Celentano nel 2011. Ma in sostanza, cos’è la Cumbia?

«È un ritmo, che nasce da un rituale, nato in Colombia nel 1500. Si è poi estesa in tutto il Sudamerica, sposando diverse connotazioni. Mi ha incuriosito un elemento: il fatto che non esista una star della Cumbia, ma è semplicemente un ritmo che tiene insieme gran parte del Sudamerica, eccezion fatta per il Brasile».

Cosa significa produrre in un mercato che non è mai stato così competitivo come ora?

«È vero, il mercato non è mai stato così ricco. Io ho condotto una battaglia ed oggi, a 53 anni, posso confessare di averla vinta: il romanzo a fumetti è entrato stabilmente nelle librerie italiane. Per me è anche stimolante che ci siano tanti ragazzi che si approccino a questa arte. Il mio lavoro da fumettista è incentrato poco al concetto di commercio ed è focalizzato al concetto di luogo, di rifugio dove posso esprimere al massimo la mia libertà creativa».

Come nascono i suoi disegni?

«Bisognerebbe andare dallo psicologo per spiegare come nasce ogni singolo fumetto (ride, ndr). Io mi definisco un artista irrequieto. La costruzione della “Cumbia” è molto grande: nasce da un viaggio che ci ha fatto macinare quasi novemila chilometri e non è stato facile ricercare e poi appuntare. Nelle mie opere mi piace l’idea che ci sia sempre qualcosa di extra temporale».

È più legato alle tecniche analogiche o si avvale del digitale?

«Questo lavoro è realizzato interamente in elettronico. Io provengo da una tecnica tradizionale, oggi ho sposato il passato con le nuove tecniche. Da presbite, posso confessare che viene più facile lavorare. Basti pensare al peso dei lavori: in digitale i lavori sono leggeri e puoi così operare in maniera più smaliziata».

Cosa cambia da Toffolo musicista a Toffolo fumettista?

«Suonare con i Ragazzi morti è un’esperienza incredibile: nei settanta minuti di concerti mettiamo tutti noi stessi. L’esperienza del live è difficile da descrivere. Del me fumettista posso dire che ho una forte allergia al tradizionale firmacopie con i miei lettori e quindi cerco di intelaiare un vero spettacolo. Voglio trasformare l’incontro con il lettore in una festa, divertendomi. Suonerò dal vivo e farò anche disegni».

Domani dalle 22.00
Biko Club
Via Ettore Ponti 40, Milano
Ingresso: 7 euro con tessera Arci

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