Trenord corre ai ripari, più assunzioni e più convogli

Trenord
Trenord

Sono giorni cruciali per i pendolari lombardi e per Trenord. Martedì, infatti, il Consiglio Regionale affronterà il tema del riordino del servizio ferroviario. E il giorno successivo il governatore, Attilio Fontana, incontrerà i vertici delle società di trasporto insieme al ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Intanto, Trenord ha fatto il punto sull’attuale situazione del servizio ferroviario in Lombardia e prospettato gli immediati e necessari interventi che saranno messi in atto durante l’inverno, a partire dal cambio orario del 9 dicembre.

LA CRESCITA • L’amministratore delegato di Trenord, Marco Piuri, ha messo in luce alcuni dati sui viaggiatori, cresciuti negli ultimi cinque anni di oltre centomila unità al giorno. Il 60 per cento s’è aggiunto ai già consistenti numeri delle fasce di punta del mattino (6.30-9.00) e della sera (17.00-19.30), quando si sposta il 50% dei più di 757mila viaggiatori che ogni giorno prendono il treno in Lombardia.

LA FLOTTA • In Lombardia circolano ogni giorno circa 2.400 treni su 2mila chilometri di binari. Secondo Trenord, si tratta di un servizio «capillare che raggiunge oltre 420 stazioni e non ha paragoni con le principali regioni italiane: in Veneto, infatti, circolano 712 treni al giorno e trasportano 175mila persone, in Piemonte 779 treni per 154mila viaggiatori, nel Lazio 925 treni per 324mila viaggiatori». Nei primi dieci mesi del 2018 il servizio offerto da Trenord si è progressivamente degradato: la puntualità media registrata è del 79% contro l’84% del medesimo periodo nel 2017.

LE CRITICITÀ • Le cause del peggioramento vanno ricercate in un’infrastruttura «al limite della capacità» e ad una flotta di 397 treni che hanno un’età media generale di vent’anni (la flotta di proprietà di Trenitalia 32 anni, quella di proprietà di FNM/Regione Lombardia, 9 anni. «La disomogeneità e la vetustà della flotta minano l’efficienza della manutenzione e ne allungano i tempi», spiegano da Trenord che ha attivato un piano di assunzioni e formazione per rispondere alle esigenze di personale.

LE SOLUZIONI • Per rispondere alle esigenze dei viaggiatori sarà rimodulato il servizio, con l’obiettivo di ridurre il numero di rotabili vetusti in circolazione e diminuire la necessità di equipaggi, ma anche riorganizzata la struttura operativa, recuperata disponibilità dei materiali rotabili. Quest’ultima azione, con treni aggiuntivi di Trenitalia, garantirà nel periodo invernale oltre venti convogli in più. Trenord ha condiviso con Regione Lombardia i principi guida del nuovo piano, garantendo le direttrici principali da/per Milano. Resta per il medio-lungo periodo la necessità di investimenti sulla flotta.

I NUMERI

757.000,
I pendolari quotidiani sulla rete ferroviaria lombarda

100.000,
I passeggeri in più al giorno sulla rete Trenord negli ultimi cinque anni

2.400,
I treni in circolazione ogni giorno nel territorio regionale

420,
Le stazioni servite

79%,
L’indice di puntualità Trenord nei primi dieci mesi del 2018

Martedì in aula
Consiglio Regionale tematico

La seduta di domani del Consiglio Regionale della Lombardia sarà prevalentemente dedicata alla situazione e al futuro del sistema ferroviario regionale. Dopo il dibattito in Aula su questo tema, l’ordine del giorno prevede la discussione e la votazione di una proposta di Risoluzione (relatore Andrea Monti, Lega) già approvata in Commissione Territorio, che invita Presidente e Giunta regionale ad attivarsi con il Governo affinché Trenitalia effettui investimenti analoghi a quelli sostenuti da Trenord per sostituire i treni vecchi con convogli di adeguata qualità.

Il documento sollecita anche Trenord a rivedere la struttura organizzativa per garantire un livello adeguato di servizi e Rete ferroviarie italiane (Rfi) a interventi di ammodernamento e manutenzione della rete in Lombardia. Inoltre la Risoluzione invita Trenord a riferire in Commissione Territorio ogni quattro mesi sugli interventi effettuati. La proposta tocca anche il contratto di Trenord con Regione Lombardia, sottolineando che «l’ipotesi di rinnovo fino al 2026 potrà essere valutata positivamente qualora venga garantita la possibilità di ulteriori investimenti in nuovo materiale rotabile».

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