Venerdì si torna a celebrare il World thinking day, in Italia Giornata del pensiero, uno degli appuntamenti più sentiti dal mondo scout. Un’occasione per riflettere sul movimento di fratellanza internazionale e per agire, rafforzandolo e sostenendolo: durante la giornata ci s’impegna, infatti, a raccogliere fondi a sostegno di programmi e progetti che interessano circa dieci milioni di ragazze in centocinquanta Paesi. Perché proprio il 22 febbraio? Perché in questo giorno, rispettivamente nel 1857 e nel 1889, nacquero i fondatori dello scautismo e del guidismo femminile Robert Baden-Powell e sua moglie Olave.

Tema dell’edizione 2019: la leadership, intesa – spiega la World association of girl guides and girl scouts – come viaggio condiviso che consente di lavorare insieme e apportare un cambiamento positivo alle nostre vite, a quelle degli altri e alla società. Cambiamento positivo che, per dirla con l’attivista americana Angela Davis, passa anche da muri ribaltati che diventano ponti. «Il nostro essere scout ci rende osservatori attenti dei bisogni di chi è in difficoltà – sottolineano dalla Federazione italiana dello scautismo – e ci mette in condizione di impegnarci e far sentire la nostra voce, contribuendo a fermare egoismo, odio, paura e indifferenza».

La voce è quella di cinquanta milioni di ragazzi e ragazze, tanti gli scout e le guide oggi nel mondo, circa duecentomila in Italia tra Agesci e Cngei, con una quarantina di gruppi a Milano. Un movimento con centodieci anni di storia, sopravvissuto a innumerevoli svolte sociali, qualche ombra (leggi i casi, a varie latitudini, di molestie e abusi), pregiudizi e sfottò. Come è stato possibile? Grazie alla sua sempiterna attualità: un invito a essere preparati, a crescere attraverso l’esperienza attiva, a conoscere e capire concetti come responsabilità e partecipazione dal basso, fratellanza e altruismo, rispetto e dialogo. Una bussola, insomma, per una navigazione in direzione futuro.

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