Biancolatte, l’oro delle Alpi

Biancolatte
Biancolatte

Un angolo nella parte più estrema del Piemonte, al confine con la Svizzera: Crodo e le sue frazioni di montagna, a due passi dalla spettacolare Cascata del Toce e dal moderno centro termale di Premia, mette in mostra le sue preziose eccellenze gastronomiche. BiancoLatte, in programma sabato e domenica prossimi, 13 e 14 ottobre, a Crodo, è un vero tributo a questo piccolo mondo antico con sapori autentici, frutto della maestria dei produttori locali.

Gli chef locali saranno i protagonisti di uno degli appuntamenti più attesi con una speciale “merenda sinoira”, attraverso dieci tappe di degustazioni le eccellenze. Sabato invece si terranno due laboratori, il primo dedicato ai più piccoli con cioccolato e latte protagonisti, il secondo pensato appositamente per le famiglie che racconterà come si produce un formaggio.

VISITE E ASSAGGI • Alle 18.15, la proiezione esclusiva del film L’Amatore dedicato a Piero Portaluppi, l’architetto che ha disegnato le splendide cattedrali di pietra della Val d’Ossola, le centrali idroelettriche protagoniste di un evento straordinario, Centrali d’autore che, dalle 10.30 alle 17.30, prevede l’apertura di quattro centrali idroelettriche (Crevola Toce, Verampio, Crego e Cadarese) progettate dal celebre architetto milanese. Domenica, dalle 10.00 alle 19.00 la mostra-mercato con un tripudio di formaggi freschi, stagionati, tome pregiate ma non solo. Erbe officinali, prodotti dell’orto, frutti e mieli per un viaggio a chilometro zero tra i sapori e profumi del territorio.

«L’oro delle mie valli»
Luca Olzeri ci porta nel mondo del Bettelmatt

«Poche migliaia di forme all’anno per un prezzo non proprio popolare, giustificato però, dall’altissima qualità della produzione e dalle materie prime 100% naturali. Il Bettelmatt parte dai 20 euro al chilo se acquistato direttamente dal produttore, fino a toccare i 55 al banco delle tante boutique casearie cittadine». Il produttore Luca Olzeri del caseificio di Crampiolo racconta a Mi-Tomorrow il mondo del formaggio “stellato”.

Perché il Bettelmatt è considerato l “oro dei formaggi”?
«Si tratta di un formaggio a latte intero proveniente da una sola mungitura e prodotto in soli sette alpeggi fra l’Alpe Devero e la Val Formazza, sopra i duemila metri di quota. L’aroma particolare è strettamente legato al mix di erbe e fiori che crescono solo in quelle zone e di cui si nutrono le nostre mucche. L’originale presenta il marchio a fuoco, sullo scalzo la data di fabbricazione e il nome dell’alpeggio di produzione accompagnato».

Quali sono le particolarità del vostro lavoro?
«Il nostro lavoro è strettamente legato alla stagionalità: il formaggio viene infatti prodotto fra luglio e settembre, proprio perché l’erba sopra i 2.000 metri è presente solo nel periodo estivo. Insomma, il prodotto è a tiratura limitatissima per la grande particolarità della produzione».

Viene tutelato a sufficienza?
«Il marchio è di proprietà dell’Unione Montana Alta Ossola che vigila in modo molto presente sulla produzione. Da parte mia, come produttore, cerco sempre di puntare sulla qualità e il totale rispetto delle tradizioni».

Le prime notizie del Bettelmatt risalgono a scritti del 1700: davvero non è cambiato nulla filiera produttiva?
«La caratteristica principale è la tradizione che contribuisce a conservare la qualità originale del prodotto: questo non significa essere retrogradi, perché l’utilizzo della tecnologia ha facilitato la trafila. Ad esempio, può sembrare strano ma le strade che portano agli alpeggi sono state costruite in tempi molto recenti».

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