Chiara Cazzamali, travel blogger: «Un posto bello ci salverà»

Chiara Cazzamali
Chiara Cazzamali

Energica, aperta e sempre sorridente. Chiara Cazzamali è una forza della natura che, con eleganza e spontaneità, ci porta in luoghi vicini e lontani ma sempre con una caratteristica comune: la bellezza. Sì, proprio quella che qualcuno diceva: «Salverà il mondo».

Chi è Chiara Cazzamali?

«Chiara Cazzamali è tante cose, come tutti noi. E’ una 45enne milanese, una mamma, una ex Head Hunter nel settore finanziario, una mancata giornalista, una persona abitudinaria che scrive ovunque dalla mattina alla sera».

Quando hai iniziato la tua attività di travel blogger?

«Nel 2016 ho aperto la mia pagina Instagram e solo dopo il blog Megliounpostobello… Mi sembra passata una vita, ma in fondo non sono neanche passati tre anni».

Cosa ti ha spinto a creare Megliounpostobello?

«Mi sono resa conto che nella mia vita di tutti i giorni e anche nella mia attività personale sui social andavo alla ricerca di luoghi, piccoli e confortevoli e che mi facessero stare bene. Li fotografavo con una caratteristica comune: senza persone. Una cifra stilistica che mi ha portato a racchiudere tutto in un unico contenitore, una passione che ora è diventata una professione».

Come scegli i luoghi da visitare?

«Bilancio, fattibilità, pratica e, non da ultimo sogni. Ho una lista infinita di posti da vedere e viaggi già organizzati e non credo mi basterà questa vita. Spesso sono i posti stessi che mi chiamano».

Cosa vorresti che passasse ai tuoi lettori?

«Voglio raccontare un viaggio senza partire: quello che ci aiuta a superare piccole e grandi difficoltà quotidiane. Io vivo a Milano e posto moltissimi scatti della mia città. Ogni giorno trovo almeno cinque minuti per un posto bello, una cosa bella, un pensiero bello. È una promessa che mi sono fatta anni fa e credo fermamente che i posti belli certe volte ci migliorino. Altre volte proprio ci salvino».

Il viaggio che ha lasciato il segno?

«La prima volta a New York, era Aprile 2002. Il mio primo volo transoceanico, la prima volta che mettevo piede nella Grande Mela, fino ad allora vista solo in televisione. Mi sentivo dentro ad uno di quei telefilm, quanti ne abbiamo visti noi che siamo cresciuti negli anni Ottanta».

Avvenne pochi mesi dopo il crollo delle Torri Gemelle: qual era il clima?

«Non dimenticherò mai la paura, il fumo ma anche il coraggio che si respirava nell’aria».

Quale meta consiglieresti ai nostri lettori per la prossima vacanza estiva?

«La Sardegna, mia terra di adozione che vivo molto anche d’inverno. Addentratevi all’interno, fra tradizioni ancestrali, riti e codici. Nel mio blog c’è una sezione dedicata proprio a questa terra che non è una regione, ma un mondo a parte».

Quali sono per te i “posti belli” a Milano?

«Impossibile per me sintetizzare. Ogni giorno ne scopro di nuovi: sono angoli che talvolta danno un senso alle mie giornate. Se dovessi scegliere un ristorante ti direi la Brisa. Un museo, la GAM di via Palestro. Un bar, Marchesi in Galleria. Di recente ho scoperto un ristorante stupendo che si chiama Penelope a Casa Milano e un bar pasticceria speciale Gelsomina. Un posto che amo molto è Daniel, un livello altissimo».

Come la mettiamo con gli stellati?

«A Milano in questi mesi hanno aperto tanti bistrot di chef blasonati. Apprezzo la Locanda Perbellini perché ha una cucina eccezionale e prezzi davvero convenienti. Ma ti confesso che adoro anche i ristoranti storici, uguali da una vita. Penso a Ribot che, con tutti i suoi difetti, per me rimane il posto di famiglia dove andavo da bambina con i miei genitori il sabato e dove oggi festeggio i compleanni di mia figlia».

E invece quelli sopravvalutati?

«I Navigli non li ho mai amati e, soprattutto, capiti. Credo poi siano sopravvalutati quei posti dove si va solo per essere visti».

Qualche nome?

«Generalmente non li faccio, semplicemente non ne parlo: rispetto il lavoro che c’è dietro, quindi quando ho qualcosa da dire mi rivolgo direttamente ai proprietari».

Da dove trai ispirazione per i tuoi scatti?

«Da quello che mi circonda. Il mio sguardo si ferma su un particolare e scatto».

Ci sveli qualche trucco per fare foto belle come quelle che troviamo sul tuo profilo Instagram?

«Spero di non deludervi, ma faccio tutte le foto con il mio i-Phone, mai usata una macchina fotografica. Sono una dilettante, ci metto solo il mio sguardo e tanto tanto cuore».

Mi-Tomorrow || Leggi. Milano. Domani.

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