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«Il Quartiere Navigli si è trasformato in un’isola di divertimento di massa a basso costo». Sembra una dichiarazione di guerra quella che il Comitato Navigli ha voluto far pervenire direttamente al Comune di Milano, reo di aver perso il controllo di una zona, terra di movida ma anche di grande pregio. In particolare, il comitato di quartiere contesta «l’eccesso di locali di somministrazione serale/notturna, ma anche il degrado per incuria ambientale e carenza di controllo».

L’elenco è lungo: «Alcool e droga smerciati a cielo aperto, eventi di intrattenimento venduti come momenti culturali, il tutto accompagnato da un inquinamento acustico che può raggiungere, di notte, livelli parossistici». Nei giorni l’assemblea pubblica con gli assessori competenti non ha, di fatto, ammorbidito i toni.

Le richieste dei residenti sono chiare: «Gli interessi del commercio di questo tipo d’intrattenimento non impongano più scelte urbanistiche e di mobilità a scapito dei diritti dei residenti e che l’attività degli esercizi pubblici non incida più sul naturale svolgersi della vita che vede nel riposo notturno un diritto essenziale come affermato anche da recenti sentenze». Nel frattempo il comitato da tempo si è espresso con contrarietà al progetto di riapertura dei canali, tanto caldeggiato dalla giunta comunale. E’ nato anche un sito, no-navigli-riaperti.blogspot.com, che funge da punto di raccolta per i milanesi ostili al progetto definito «devastante».