Domenica a piedi: così è incomprensibile

biciclette
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«Non è che una giornata di blocco cambia la situazione». Lo sa anche il sindaco Sala, che proprio dopo aver annunciato la misura straordinaria sul traffico ha ammesso il giorno dopo che la stessa avrà scarsi effetti sul vero problema: l’inquinamento.

 

Non è un caso che le giornate a piedi fossero già andate in soffitta da almeno quattro anni: l’ultima volta accadde a fine dicembre 2015 con Giuliano Pisapia sindaco di Milano. Ed è bene ricordare come il ricorso al blocco della circolazione sia stato un esercizio praticato da amministratori di ogni colore, di destra, di sinistra e di centro. Se, però, si vuole davvero richiamare i cittadini ad una maggiore responsabilità e, soprattutto, ad una spiccata sensibilità sui temi ambientali, è un surreale che lo si faccia con un’imposizione cui fanno seguito dichiarazioni che tendono già a spegnere il senso di una giornata a piedi.

Probabilmente il sindaco Sala ha voluto rischiarla perché si sente forte di un ampio consenso certificato dai recenti sondaggi, che difficilmente potrà essere scalfito da otto ore di stop del traffico (un tempo almeno erano dodici). Ma lo fa anche dopo essersi cucito addosso il ruolo di amministratore attento ai temi dell’ambiente, che poi sono quelli portati in piazza dai giovani ai quali lo stesso sindaco non manca mai di strizzare l’occhio.

Tutto bene quindi? Non proprio. Le perplessità restano e si rafforzano ancora di più leggendo l’ordinanza pubblicata sul sito del Comune, dove ogni cittadino può spulciare una sfilza di deroghe concesse per necessità: dalla partita del Milan a San Siro agli spostamenti di turisti in arrivo in città, compresa la nostra categoria, quella dei giornalisti, che – lo diciamo senza timore – potrebbero tranquillamente andare a piedi senza beneficiare di permessi speciali.

Se già «una giornata di blocco non cambia la situazione», si poteva cogliere l’occasione per farla meglio.

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