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Mentre aspettiamo di capire se Milano ospiterà l’Olimpiade invernale, un evento che rappresenterebbe un ulteriore passo in avanti per la storia della nostra comunità, possiamo già dire che lo sport rappresenta uno dei simboli della nostra città. Il calcio, certo, con Inter e Milan che hanno fatto di Milano una delle capitali del football mondiale.

Ma non solo, come dimostra per esempio i successi di manifestazioni come la maratona o la Stramilano, dal punto di vista della partecipazione. Qui non solo si guarda, ma si pratica tantissimo sport, soprattutto a livello di base. Ecco perché sarebbe interessante fare un punto della situazione non solo sullo stato degli impianti sportivi, su cui tantissimo c’è ancora da fare.

Ma anche su quanti bambini e ragazzi praticano attività sportive, quanto costano queste attività alle famiglie e quali interventi si possono realizzare per aiutare e rendere meno dispendiosa una pratica che non solo può rappresentare divertimento e svago, ma che è fondamentale per la salute e la prevenzione. Oggi iscriversi rappresenta un costo notevole per le famiglie.

Così come sono economicamente importanti i costi per le attrezzature (soprattutto quando ci si allontana dagli sport tradizionali). Da un lato, quindi, serve un ragionamento sugli impianti e sul loro miglioramento; dall’altro servirebbe una ricognizione sui costi, sui sacrifici che le famiglie fanno per consentire ai figli di fare attività.

Sarebbe il caso di inserire lo sport tra i diritti del welfare cittadino e, di conseguenza, immaginare e inventare iniziative e misure per renderlo alla portata di tutte e tutti. Investire in questo campo, tra l’altro, potrebbe farci risparmiare tanti soldi in altri: una comunità in cui lo sport è praticato quotidianamente è una comunità più sana, fisicamente e mentalmente.


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