Don Virginio Colmegna: “Moltiplichiamo le esperienze positive della nostra Milano”

di Don Virginio Colmegna

Direttore della Casa della Carità

Casa della Carità ospita e condivide esperienze concrete di ospitalità e di carità per le fasce deboli delle popolazioni, in prevalenza immigrati ma anche donne, uomini e bambini in difficoltà. Un’agorà di condivisione: questa è una scelta culturale non è un’opera assistenzialistica, un’eredità che ci ha lasciato il cardinal Martini. Il progetto Souq, festival del cinema conclusosi ieri e legato ai temi come la violenza contro le donne, l’immigrazione e la salute mentale, è nato dall’ idea forte di far sì che i deboli ritornino sul territorio con capacità di coesione sociale e di arricchimento.

Sulla struttura della Casa della carità campeggia uno striscione “Prima le persone”, perché la centralità della persona per noi è fondamentale. Oggi la gente ha paura e questa paura va attraversata e condivisa per trovare poi i canali per superarla, grazie ad una narrazione mite e intelligente. Milano, in questo senso, è una grande città che potrebbe avere ancora più risorse, ma per fortuna ci sono alcune culture di carattere positivo. Bisogna partire dalle periferie, ma questo non deve diventare solo uno slogan. Bisogna insegnare intelligenza sociale, costruire fiducia nella gente, ma ci vuole pazienza: chi pretende l’immediatezza vuole solo utilizzare e strumentalizzare i fatti per il proprio consenso.

Chi si rende conto del bene comune della città sa che i problemi sono difficili e diversi, ma esiste una grande possibilità di affrontarli. Dobbiamo moltiplicare le nostre esperienze con mitezza, capacità e intelligenza, senza deprimerci.

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