il ristorante degli chef
il ristorante degli chef

In attesa della versione All Stars di Masterchef che anticiperà la versione tradizionale al via il prossimo gennaio, c’è un altro talent di cucina ai nastri di partenza. Si tratta de Il ristorante degli chef e andrà in onda dal 20 novembre, ogni martedì in prima serata su Raidue. Un appuntamento che – promettono i suoi autori con a capo Barbara Boncompagni – sarà diverso «perché si fa forte anche dell’elemento real, con concorrenti che vedrete cucinare senza ingredienti fuori dal comune e servire a tavola persone vere che ordinano, finiscono le pietanze e commentano i piatti».

I GIUDICI • Come in ogni talent che si rispetti, anche qui c’è una giuria di peso. A farne parte sono lo stellato Andrea Berton, il bistellato francese (anzi bretone, come ci tiene a sottolineare) Philippe Léveillé già avvezzo alle apparizioni televisive e la giovanissima pastry chef (che è anche sous-chef al Bros di Lecce) Isabella Potì, 23 anni appena ma con tanta grinta da vendere. «Mi sono subito sentito a mio agio perché girare il programma è stato come vivere la vita quotidiana. Gli autori – spiega un sorridente Berton –, per non farci sentire a disagio, ci hanno fatto lavorare fino a notte fonda proprio come se fossimo nelle cucine dei nostri ristoranti».

Rincara Léveillé, già in giuria a Chopped Italia: «Ho detto sì perché ho avuto a che fare con persone molto attente e professionali fin dal primo provino». Con i suoi 23 anni la Potì è la più giovane, ma non certo sprovveduta: «Non ci sarà un buono o un cattivo, in cucina abbiamo personalità diverse». E ancora: «Le donne in cucina stanno aumentando, Philippe ha solo donne in brigata e anch’io ne ho molte», sottolinea con la stessa decisione che, vociferano i ben informati, ha messo nel programma tanto da risultare la più temuta dai concorrenti.

CONCORRENTI • Ci saranno dieci partecipanti e sapremo chi sono soltanto alla fine della prima puntata che è un “kick-off” del talent vero e proprio. Gli 80 selezionati fra i 3.000 aspiranti presenteranno un loro piatto. I 40 migliori saranno dimezzati ulteriormente con la prima sfida – la preparazione di un piatto espresso in venti minuti – e diventeranno dieci dopo aver realizzato un piatto assegnato dai giudici.

Da lì partirà il loro percorso in cucina che prevede anche il lavoro in brigata in un ristorante “quasi” vero (è stato ricostruito negli studi dove è stato girato il talent) per clienti “quasi” reali (si tratta di personaggi televisivi invitati). In palio non ci sono libri da pubblicare o danaro sonante, ma un corso di formazione alla scuola internazionale di cucina Alma di Colorno. «Perché la costante delle nostre scelte – rimarca la Boncompagni – è stata la voglia dei nostri concorrenti di cambiare vita».

TALENT-MANIA? • La domanda risuona spesso nel dibattito: c’è ancora spazio in televisione per i talent di cucina? Per Raidue e il suo direttore Andrea Fabiano la risposta è sì. «Quando sono arrivato qui, ci siamo chiesti se avesse senso proporre un talent di cucina e abbiamo capito che il genere sposa la linea di Raidue: i talent di cucina hanno la capacità di accendere l’interesse di un pubblico più giovane di quello della nostra media». La scelta è caduta sul format Kitchen Owners – Duenos de la cucina che, riadattato opportunamente per l’Italia da Nonpanic, è diventato un mix tra Masterchef e Hell’s Kitchen.