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23. 04. 2021 04:52

Giochi Olimpici 2026, il no di Calgary spiana la strada?

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Calgary ha detto no, come fece Roma qualche anno fa: i Giochi Olimpici non s’hanno da fare. La sfida a tre per ospitare la rassegna a cinque cerchi 2026 sta per diventare (lo sarà lunedì) una corsa a due tutta europea, Milano-Cortina contro Stoccolma, il rilancio italiano o la storica scelta svedese. Diciamolo: quella che sta per uscire di scena non è l’avversaria più pericolosa. Il ritorno nel Vecchio Continente era nell’aria e se la Svezia risolverà i suoi guai (il governo locale non vuole l’evento, quello nazionale non si è ancora formato dopo le ultime elezioni) vincere non sarà semplice. La strada migliore per avere delle chance è non gioire delle disgrazie altrui e concentrarsi sul risolvere le proprie.

Da Stoccolma arriva un esempio sul modus operandi: anche senza l’appoggio della politica la candidatura sta andando avanti, almeno per ora. L’Italia potrebbe dover fare lo stesso, con soldi privati e schivando quelle stesse mine vaganti che portarono alla distruzione del progetto Roma 2024. Il 28 novembre ci sarà un primo, importante step: nel giorno del Consiglio Esecutivo dell’Anoc (l’Associazione dei Comitati Olimpici Nazionali) a Buenos Aires il Coni presenterà nuovamente le proprie carte. Ci sarà anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, assieme al Presidente del Veneto, Luca Zaia. Si discuterà anche di quelli che sono i rilievi fatti dai tecnici del Cio in questi giorni. Bisognerà essere convincenti per alimentare un sogno sempre più vivo.

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