La distanza tra la vivacità di Milano e il resto d’Italia è sempre più evidente. Molti hanno provato a individuare i motivi di questa crescita costante da un lato, e l’altrettanto costante declino o stasi di altre realtà italiane dall’altro. Probabilmente uno dei fattori è la concorrenza positiva, sangue prezioso in circolo nelle vene della città. Qualche anno fa, negli anni ’90, chi doveva organizzare un evento doveva stare attento che non ce ne fosse un altro già in programma lo stesso giorno; chi doveva aprire un locale cercava zone dove non ce ne fossero altri simili.

Se oggi invece aprite un giornale – come Mi-Tomorrow – o cliccate su un sito per conoscere le iniziative e le attività in programma – come mitomorrow.it – vi troverete di fronte a centinaia di occasioni, talmente tante da avere difficoltà a scegliere. E il bello è che normalmente tutte queste manifestazioni diventeranno sold-out. La concorrenza ha generato più possibilità e le maggiori possibilità hanno generato maggiore afflusso di persone, un’aumentata curiosità, insieme a fenomeni di migrazione verso Milano (in particolare tra i giovani non solo del meridione ma anche di altre città del nord, che vedono nella nostra città uno degli ombelichi del mondo).

Milano ha ripreso a crescere come numero di abitanti, quando fino a qualche anno fa si parlava di “svuotamento” e di “fuga dalla città”, a tal punto che tra qualche anno, se questo trend si confermerà, potrebbe essere difficile trovare un appartamento libero. Sono gli effetti di una competizione positiva, volta ad aumentare le opportunità di tutti e non solo l’interesse di pochi.