scuole
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La straordinaria ondata di maltempo della scorsa settimana ha messo in luce un nervo scoperto del sistema Milano. In un settore importante, fondamentale per i cittadini: le famiglie e i nostri piccoli milanesi. Stiamo parlando del tema della manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole.

 

Sono troppi gli edifici scolastici che necessitano di interventi di manutenzione o di vera e propria ristrutturazione. Per questo da qualche tempo Mi-Tomorrow sta letteralmente setacciando, zona per zona, i disagi maggiori, peraltro segnalati dagli stessi lettori. In alcuni casi, i lavori già decisi e in corso scontano ritardi e inadempienze delle ditte appaltatrici.

In altri, c’è un difetto di comunicazione nei confronti delle scuole, delle famiglie e delle istituzioni. Non dobbiamo dimenticare che dal 2008 a oggi, con una delle crisi economiche più forti per il nostro paese, i tagli per le amministrazioni comunali sono stati pesanti ovunque.

A questo si aggiunge una legislazione sugli appalti che è farraginosa e impedisce spesso interventi rapidi ed efficienti. Siamo quindi di fronte a due tipi di questione: una di carattere locale, l’altra di tipo nazionale. Uno dei tanti casi per cui servirebbe una maggiore autonomia per una metropoli come Milano.

Perché alla città serve con urgenza intervenire sulle strutture scolastiche più fatiscenti e aumentare le risorse e la velocità degli interventi di manutenzione. Vedere bambini che vengono rimandati a casa perché la loro scuola non è agibile è una sconfitta. Non è una questione di colore politico, anche perché i ritardi e le inefficienze sul tema hanno una lunga storia. È un tema di potere amministrativo, che deve essere maggiore e deve avere più risorse dallo Stato.


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