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Nel quadro dei progetti destinati alla riqualificazione del Campus di Architettura, il Politecnico di Milano ha inserito anche l’edificazione di un nuovo edificio per gli studi di Chimica lungo via Bassini.

 

La riqualificazione promette maggiori aree a verde e nuovi spazi destinati agli studenti. È passato perciò quasi sotto silenzio che il nuovo edificio andrà a occupare uno spazio che attualmente è adibito a giardino: il parco del Campus Bassini. Siamo nei pressi di largo Volontari del Sangue, via Corfù e via Ponzio, affiancati al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria.

Questo spazio, il parco del Campus Bassini, è uno dei pochi polmoni verdi presenti in quest’area di Città Studi ed è oggi frequentato da molti studenti e dai residenti della zona. In quest’area sono presenti anche alberi ad alto fusto di indubbio interesse naturalistico. Da qui il minaccioso paradosso: un’istituzione come il Politecnico di Milano, che tanto ha contribuito a costruire i principi di un nuovo modo di ripensare il tessuto urbano, sta per abbattere il verde urbano in nome della cementificazione.

L’inizio dell’abbattimento era previsto per il 4 novembre, ma è stato (temporaneamente) sospeso. Facciamo dunque un passo indietro: è emerso che non solo le delibere relative al progetto non erano a disposizione di tutti, ma che il progetto nella sua formulazione attuale non è mai stato discusso negli organi preposti di Ateneo (Senato e CdA). L’approvazione del progetto attuale è stata votata solo in CdA e solo per la questione economico-finanziaria: il progetto, i cui costi sono lievitati, vale infatti 44 milioni di euro (da 37,5). A questo punto sono state raccolte adesioni (il regolamento interno prevede che ci sia il 10% delle firme degli aventi diritto) per richiedere un nuovo passaggio in Senato Accademico in seduta aperta e una conferenza di ateneo.

Giovedì 14 novembre si è tenuta la conferenza. «Una conferenza molto partecipata, alla presenza di borsisti, studenti e personale docente», spiega a Mi-Tomorrow Arianna Azzellino, professore associato al Politecnico di Milano. Tante le critiche sulla procedura e le richieste di approfondimento: il rettore, Ferruccio Resta, «ha raccolto osservazioni e spiegato che la comunicazione sul progetto era avvenuta correttamente». Resta ha parlato anche di compensazioni: 2.000 metri quadri in più di verde (al termine di tutto il progetto) e altri 400 alberi previsti con la realizzazione del nuovo edificio.

Ma dove posizionare i 400 alberi? Al momento, nessun indizio. «Non c’è stato alcun cedimento», chiosa Azzellino. Secondo le promesse, l’attuale parco sarà spostato verso via Ponzio al posto delle palazzine Enrico Fermi –CeSNEF Sezione Ingegneria Nucleare che saranno demolite, ma è noto a tutti che le funzioni ecosistemiche di alberi appena piantumati non sono paragonabili a quelle di alberi secolari.

Il progetto del nuovo edificio si configura inoltre come un enorme spreco di suolo nel contesto di trasformazione di Città Studi, con il previsto svuotamento degli edifici della Statale in via di trasferimento nei terreni di Expo.

Nel frattempo l’associazione Marevivo ha inviato al Comune di Milano – e per conoscenza al rettore del Politecnico, al sindaco Sala e all’assessore al Verde Pierfrancesco Maran – la richiesta di valutare gli alberi del Campus Bassini nell’albo delle piante monumentali, invitando a sospendere qualsiasi abbattimento fino al suo esito. I residenti sono da tempo sul piede di guerra: tra questi Irene Pizzocchero, promotrice di Salviamo Città Studi, che porterà in Municipio 3 una protesta formale.


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