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14. 08. 2022 07:50

Un referendum per San Siro: è l’idea giusta?

La Russa rilancia l'idea della consultazione popolare: giusto chiedere ai milanesi cosa fare?

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La strada per il nuovo San Siro non è ancora in discesa. Sembra passato il Mortirolo della campagna elettorale, la montagna dopo la quale era facile prevedere uno sprazzo di sole. In un senso o nell’altro, perché più di tutto era importante capire dove si voleva andare a parare. Milano-Cortina 2026 è vicino, più di quanto si pensi. Quattro anni e mezzo sono pochi, se l’idea è quella di progettare un nuovo stadio ed è per questo che Beppe Sala ha tagliato la testa al toro sull’argomento a cinque cerchi: la cerimonia di inaugurazione si farà nell’attuale impianto.

Un referendum per San Siro: i prossimi passi verso il nuovo stadio

Ora, però, urge capire come muoversi per tutto quello che riguarda il futuro distretto. Manca ancora l’ok della giunta, così come l’assegnazione definitiva a Populous (favorito) e Manica-Sportium. Dal rendering bisognerà passare a un progetto vero e proprio. Quindi ci sarà la prima pietra. Allora sì, comincerà la discesa. Con la certezza, però, che negli spazi in cui oggi sorge il Meazza non si potrà fare nulla fino a dopo i Giochi invernali ospitati dall’Italia.

Nel frattempo, convinto il sindaco, c’è una trasversale fazione che da destra a sinistra continua a professarsi contraria, non per forza alla creazione dell’impianto ma certamente all’abbattimento quasi totale di quello esistente. Monguzzi da un lato, ma anche La Russa. Per ragioni differenti: di sostenibilità per il consigliere dei Verdi, di storia per il senatore di Fratelli d’Italia. Proprio oggi La Russa, tifoso e piccolo azionista dell’Inter, ha rilanciato un’idea che coinvolgerebbe la cittadinanza. «Fermo restando il mio sì al nuovo stadio, mi piacerebbe e trovo corretto che a decidere il destino di San Siro possano essere tifosi e cittadini milanesi tramite un referendum. Chi meglio di loro per decidere le sorti di questo meraviglioso impianto che dal lontano 1926 rappresenta, anche e non solo, la Milano calcistica».

Un referendum per San Siro, quando i club incontrarono la cittadinanza

Quando i dirigenti di Inter e Milan hanno provato a parlare con i residenti del quartiere non hanno trovato solo porte spalancate, ma si era agli albori. L’idea era ancora quella di cancellare completamente il Meazza e si era lontanissimi dal trovare i recenti punti d’incontro con l’amministrazione in tema di volumetrie e lavori di “raccordo” con il resto della città. Come ha più volte sottolineato il primo cittadino, lo stadio rappresenta una parte di una discussione che riguarda tutto il distretto e vale 1,2 miliardi di lavori per cinque anni. Si parla di scelte che possono rivoluzionare un quartiere bisognoso di trovare nuova linfa (come dimostrano i tanti progetti in essere).

Tornando allo stadio, il tema centrale è che referendum per San Siro o no, è giusto che su un impianto che sta per toccare i cent’anni di vita ci sia la più ampia informazione possibile, che Milano e chi ne ha a cuore il futuro sappia a cosa va incontro. Senza pregiudizi, consapevoli di quel che sarà.

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