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13. 04. 2021 07:35

Sicurezza: presidiati vuol dire “sicuri”?

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Negli ultimi mesi, nei pochi metri tra via Ciceri Visconti e Piazza Insubria (siamo in Zona 4), si sono verificati diversi episodi di violenza, per lo più risse, con conseguenze anche gravi. L’ultimo fatto pochi giorni fa: un ragazzo marocchino, che era a pranzo con la famiglia, accoltellato perché ha tentato di sedare un litigio tra due gruppi fuori dal ristorante in cui si trovava a festeggiare con i suoi cari. La zona però è molto ben presidiata: c’è una caserma dei Carabinieri a pochi metri dalla zona, le pattuglie della Polizia passano regolarmente e da questa estate spesso si vede operativa nelle piazze del quartiere persino l’unità cinofila. Non stiamo parlando di un’area abbandonata a se stessa, non controllata, eppure in quei pochi metri sembra essere in vigore la legge del più violento, sembra un micro far west di pochi metri quadrati, da cui molti cittadini cercano di tenersi alla larga. Ma se non basta la presenza costante delle forze dell’ordine, se non bastano interventi dell’amministrazione per sistemare l’arredo urbano, se a poco servono gli sgomberi di abusivi dalle case popolari, cosa può riportare sicurezza? A volte fare tutto il possibile, avere un coordinamento tra Polizia e Amministrazione, mettere in campo tutte le misure necessarie può comunque non produrre risultati. Bisogna fare i conti con le sconfitte, ma guai a rassegnarsi e a smettere di produrre il massimo sforzo e tentare anche qualcosa di fantasioso: l’unica cosa che non si è provato a fare è provare a rendere quella piazza viva con iniziative di quartiere, feste, manifestazioni pensate per i cittadini, che devono essere incoraggiati a riprendersi i loro luoghi.

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