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21. 04. 2024 22:14

Tangenti Atm, una bufera su cui far luce

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Una nuova piccola Tangentopoli bussa alle porte del Comune di Milano. Sono almeno otto, infatti, gli appalti di forniture per le metropolitane finiti nel mirino della Procura che ha disposto tredici arresti per presunte gare truccate, tra le quali una da oltre 100 milioni di euro sui sistemi di segnalazione automatica della linea M2.

 

Tangenti Atm, arresti e indagati

Oltre ai manager di imprese fornitrici, due degli arrestati sono dirigenti Atm. In particolare, in manette è finito Paolo Bellini, responsabile dell’Unità Amministrativa Tecnica Complessa sugli impianti di Segnalamento e Automazione delle linee metropolitane, al quale gli inquirenti attribuiscono 125.000 euro di tangenti incassate o concordate tra ottobre 2018 e luglio 2019.

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E’ lui la figura centrale dell’indagine che mira a far luce sugli appalti per il nuovo sistema di segnalamento, gemello di quello del 2006 per la linea M1 che nei mesi scorsi aveva prodotto parecchie frenate brusche con ferimenti tra i passeggeri.

«È sconfortante scoprire che mentre tutti si impegnano e lavorano per il bene della comunità, qualche disonesto mette a repentaglio il lavoro fatto da una intera azienda», ha commentato il sindaco Giuseppe Sala.

Tangenti Atm, la risposta dell’azienda

Dal canto suo, Atm si è detta «del tutto estranea ai fatti contestati, attribuiti ai singoli soggetti che, a quanto si apprende, avrebbero agito autonomamente in violazione del Codice Etico». L’opposizione in consiglio comunale ha chiesto alla giunta di Sala l’azzeramento dei vertici di Atm e un maggior controllo sull’ex municipalizzata.

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