Mi View, la nuova scommessa di Antonio Intiglietta: «Da un’eccellenza ad un capolavoro»

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Chi lo conosce bene, sapeva da tempo che prima o poi ci sarebbe “cascato”: Antonio Intiglietta, l’ideatore di Artigiano in Fiera, ha aperto il ristorante Mi View. L’ha fatto ufficialmente per un motivo: valorizzare le materie prime dei suoi artigiani, che ogni anno a dicembre sbarcano a Milano, ma che ogni giorno sono poi sulla piattaforma e-commerce Artimondo.

 

Ufficiosamente c’è un altro motivo: è un appassionato di storie, di uomini, di imprese, meglio ancora se legate alla cultura del gusto. Lui che scoprì il vero Pata Negra tra una chiacchierata e l’altra con don Luigi Giussani.

Le “coccole”. In cima al grattacielo WJC (viale Achille Papa 30, siamo in zona Portello), ha aperto il suo ristorante, dove il nome fa già intendere che da questo punto d’osservazione si vede tutta Milano dall’alto. Le finestre del ristorante, aperto in società con Fabrizio Camer, sono affacciate sulla città che cambia: hai Porta Nuova a ore 10, Citylife alle 12 e, finchè ci sarà, San Siro a ore 3.

Qualcuno ricorderà il locale come l’ex Unico, ma tutto è stato rivoluzionato dal gusto di Liliana Angelillo Intiglietta, compagna di vita e di impresa di Antonio, che ha scelto arredamenti minimal per strizzare l’occhio alla contemporaneità. Una “chicca”? Le pareti esterne della cucina ricavate dal legno di barrique che hanno “coccolato” le migliori annate di Sassicaia.

Si può pranzare e cenare anche in due sale riservate, adiacenti, ma separate con tendoni insonorizzanti: l’Home Table, vera e propria ricreazione di un soggiorno di casa (con specchio di fronte agli occhi di chi è seduto con le spalle al panorama), e lo Chef Table, con vetrata sulla cucina.

La cucina. Già, ma cosa si mangia? A capo della brigata c’è Christian Spagnoli, plurivincitore dei campionati italiani di cucina. Si può optare per una degustazione di cinque portate da 90 euro oppure per una più robusta da sette portate da 120 euro. In carta, per alcuni piatti, c’è anche l’opzione della mezza porzione.

Si va dalle quattro versioni del foie gras d’oca (marinato al Marsala, infuso con liquirizia, al caviale d’aceto balsamico oppure e con pere “morettine” insieme al petto d’oca) alla Fassona piemontese all’uovo (con parmigiano Vacche Rosse). Si prosegue con risotto all’essenza d’aglio nero di Voghiera oppure con doppio tortello alla barbabietola. Nei secondi trovano spazio le interpretazioni del filetto di manzo, ma anche animelle e petto di piccione.

La carta dei vini è variegata e, per il fine pasto, c’è anche una lista di caffè, amari e tisane (altra passione di Intiglietta). «Vuol essere un locale per tutti – spiega proprio Intiglietta -. Guardiamo alle aziende, ai professionisti, ma anche alle giovani coppie che vogliono regalarsi una serata speciale».

I prodotti. Sul menù non sfugge un QR Code, da inquadrare per atterrare sulle pagine dei prodotti degli artigiani di Artimondo che sono presenti nei piatti in carta. Per rendere ancora più speciale il legame con le materie prime e per far proseguire il piacere di una scoperta gourmet. Un po’ come avviene in Artigiano in Fiera: una volta all’anno compri quell’extravergine introvabile e indimenticabile, ma ordinandolo poi online su Artimondo ti puoi permettere di allungare il piacere e sperimentare.

Perché alla fine scoprire gli artigiani significa addentrarsi in un caleidoscopio di colori e di idee senza limiti. «Un amico abruzzese di Penne mi ha consigliato di provare la sua passata di pomodoro insieme ad una bollicina – racconta Intiglietta -. Sembra assurdo, ma da una semplice idea nasce un aperitivo». Non a caso il claim di Mi View è chiaro: «Facciamo di ogni eccellenza un capolavoro». Info e prenotazioni su miview.it.


www.mitomorrow.it

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