Nio, il drink perfetto arriva a casa

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Avete mai preparato un drink? Immaginate di aver invitato a casa un gruppo di amici, dei parenti oppure quella ragazza o quel ragazzo su cui vorreste far colpo; a un certo punto la fatidica domanda: «Beviamo qualcosa?». Se non siete esperti di cocktail e quel vostro amico così bravo a preparare Negroni, Cosmopolitan e Daiquiri vi ha dato buca, tre essenzialmente le alternative: si va nel bar più vicino, ma ciao ciao intimità; si cerca su Internet qualche ricetta e ci si trasforma in novelli alchimisti; si vira verso dubbi prodotti civetta, con il rischio (concreto) di fare brutta figura. C’è, per la verità, una quarta opzione: Nio, ovvero Needs only ice.

L’IDEA • Come suggerisce il nome di questa giovane startup milanese, serve solo un bicchiere pieno di ghiaccio: si sceglie e acquista online e a casa od ovunque si voglia arrivano cocktail già mixati. Non bisogna far altro che agitare la busta, aprire la confezione e versarne il contenuto. Parola d’ordine: qualità. I cocktail Nio sono, infatti, preparati usando i migliori liquori e distillati senza aggiunta di conservanti, additivi o agente chimici. Niente problemi di sicurezza e scomodità dei classici contenitori in vetro: la parte esterna è in carta patinata, mentre i cocktail sono custoditi in un contenitore di polietilene certificato per conservare la bevanda inalterata nel tempo, con i due supporti comodamente separabili dopo l’utilizzo per smaltirli nel pieno rispetto dell’ambiente. Il prezzo? Da 24,90 euro (box per cinque persone), quindi circa 5 euro a testa.

INGREDIENTI VINCENTI • Una piccola grande rivoluzione che vuole cambiare il mondo del bere social e che punta a essere una soluzione per tutti: singoli consumatori, ma anche e soprattutto operatori professionali che vogliono offrire cocktail originali e di alta qualità a ospiti o clienti (hotel, ristoranti, catering, compagnie aree e di navigazione, agenzie di eventi, wedding planner), superando difficoltà, costi elevati e inefficienze che spesso fanno capolino nell’allestimento di una postazione bar. Per le aziende, l’opportunità, inoltre, di personalizzare i prodotti e trasformarli in originali regali o strumenti di marketing e comunicazione. Insomma, una bella idea, che in pochi mesi ha già fatto tanta strada, con numeri in costante crescita e apprezzamenti a 360°, ultimo in ordine di tempo la vittoria al talent Restart-smart up your business al recente Salone Franchising. Info su nio-cocktails.com.

Idea per Natale
Ci sono le Christmas Box in edizione limitataLa drink list Nio propone al momento una dozzina di cocktail, tra cui l’apprezzato Milano-Torino (Vermouth Carpano, Bitter Campari, acqua e angostura). Spazio, poi, a box preassortite con cinque drink (24,90 euro) o dieci (44,90 euro). Anche quest’anno tornano per Natale le speciali Christmas Box in edizione limitata: la versione Experience (59 euro) contiene due tumbler in vetro borosilicato brandizzati Nio, uno stampo per ghiaccio in formato XL, due cocktail limited edition realizzati insieme allo storico produttore torinese di Vermouth Cocchi e al mixologist romano Patrick Pistolesi, una selezione di cinque cocktail tra i best seller 2018 di Nio; selezione che sale a otto cocktail nella della Luxury edition (89 euro), perfetta come regalo aziendale.

Luca Quagliano: «Arriviamo dove non c’è il barman»

«Ho trovato un vuoto di mercato: strano, peraltro, in un’epoca digitale in cui con il delivery ci arriva a casa di tutto», racconta a Mi-Tomorrow Luca Quagliano, ideatore e fondatore, assieme ad Alessandro Palmarin, di Nio.

Quando siete partiti?

«L’anno scorso: la società è stata fondata a marzo, le vendite sono iniziate a novembre».

Nove mesi, un parto: cos’è successo?

«La cosa più difficile è stata ottenere una licenza per una categoria merceologica che non esisteva, i cocktail: inizialmente dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli abbiamo ricevuto un secco no; non ci siamo, però, arresti e alla fine, un po’ per sfinimento, un po’ per tenerezza, ci hanno detto di sì ed è nato anche un rapporto di amicizia».

Come vanno le cose?

«Il progetto è stato accolto incredibilmente bene: temevamo d’incontrare qualche difficoltà e scetticismo specie in un mercato, come quello italiano, dove c’è la cultura del mangiare e del bere bene e dove si predilige il prodotto fresco più che quello confezionato (in realtà questo oggi non è più così vero) e, invece, abbiamo avuto fin da subito un successo pazzesco».

Come è nata l’idea?

«Con due figlie piccole la mia socialità è profondamente cambiata rispetto a prima: molte meno uscite nella Milano di notte, più cene a casa con gli amici, il cui epilogo è rappresentato sempre da una grappa, un amaro o un limoncello. Mi sono chiesto: noi beviamo questo perché effettivamente lo vogliamo oppure perché è l’unica cosa alcolica che possiamo avere? Da qui l’idea di Nio. Ho trovato un vuoto di mercato, nonostante nell’epoca digitale con il delivery ci arrivi a casa di tutto».

Chiunque può trasformarsi in un perfetto barman?

«Sì, con una precisazione, però. Noi non facciamo concorrenza ai barman, ma arriviamo laddove il barman non arriva perché non c’è: a casa della gente, su un aereo o su uno yacht, nella camera di un hotel e in altri mille posti in cui vendiamo molto bene».

Dove vengono preparati i cocktail?

«Noi produciamo e commercializziamo i nostri cocktail: li prepariamo in uno stabilimento a Lodi grazie a un macchinario realizzato ad hoc da un’azienda italiana che fa questo tipo di strumenti per la farmaceutica e che l’ha adattato in base alle nostre esigenze. Usiamo spirit di alta qualità di brand rinomati, approvvigionandoci direttamente dai fornitori».

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