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17. 06. 2021 23:28

Tribunale europeo dei brevetti, la città ci spera: «Milano punta al Tub»

Daniela Mainini, presidente del Centro Studi Grande Milano rilancia la candidatura del capoluogo meneghino

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Brucia ancora quell’assegnazione ad Amsterdam dell’Ema, l’Agenzia europea del Farmaco: Milano se l’era vista sfilare per un soffio. Ma questa potrebbe essere l’occasione per il capoluogo meneghino di riscattarsi.

La Brexit ha aperto alla possibilità che Milano sostituisca Londra come sede Ue del Tribunale europeo dei brevetti. Si attende un responso nel 2021. Ne abbiamo parlato con Daniela Mainini, avvocato penalista milanese che si occupa da sempre di lotta alla contraffazione, tutela penale industriale ed è presidente del Centro Studi Grande Milano e del Centro Studi Anticontraffazione e che da anni ha profuso ingenti sforzi al progetto Tub.

tribunale europeo dei brevetti

Avvocato Mainini, facciamo un passo indietro. Qual è il ruolo del tribunale europeo dei brevetti e del brevetto unitario?
«Attualmente esiste un sistema di brevetto comunitario europeo molto costoso per le aziende. Il sistema del brevetto europeo con effetto unitario, rilasciato dall’Ufficio Europeo dei brevetti, consentirà alle imprese con un unico deposito in lingua inglese, francese o tedesca, di far valere il proprio brevetto industriale in tutta l’Ue senza ulteriori costi, traduzioni e convalide per ogni singolo Paese. Senza il rischio di essere giudicati contrastanti».

Come si compone il tribunale e che tipo di controversie vengono trattate?
«Si tratta di un organo giurisdizionale unificato per la composizione delle controversie relative sia ai brevetti europei che ai “nuovi” brevetti europei con effetto unitario, le cui decisioni avranno effetto in tutti i Paesi Ue aderenti. Il Tub (Tribunale unificato dei brevetti) prevede una Corte di prima Istanza costituita da una Sezione Centrale con sede a Parigi e sezioni distaccate previste a Londra (quella dell’attuale contendere, che è relativa al chimico farmaceutico e alle biotecnologie, ndr) e Monaco (per la meccanica) nonché da numerosi uffici regionali e locali in ciascuno dei Paesi firmatari. L’Italia prevede un’unica sede locale a Milano».

Dove sarebbe collocata?
«In via San Barnaba 50, all’interno del complesso che ospita già alcune sezioni del Tribunale di Milano: una sede reperita grazie agli sforzi della già presidente della Sezione delle imprese Marina Tavassi, che attualmente coordina il tavolo tecnico di lavoro del TUB presso il Tribunale di Milano».

Ritiene che Milano sia la candidata ideale?
«Sì. L’Italia produce il 52% dei farmaci venduti nell’Ue e Milano, che è la città dove si deposita il maggior numero dei brevetti, è anche la città italiana più europea. Situata al centro di un’area che, nonostante il covid, rimane una delle più forti d’Europa, soprattutto in termini di imprese innovative e di ricerca».

Che vantaggi ne trarrebbe la città?
«L’assegnazione di una delle tre sedi del Tub a Milano è un tassello importante di un progetto di rilancio dell’economia europea dopo l’emergenza covid, partendo da una chiara visione del futuro. Inoltre la Corte potrebbe portare al territorio un rilevantissimo indotto economico».

In questi giorni i leader politici mondiali si stanno scontrando sulla possibilità di eliminare la tutela per i brevetti dei vaccini anti covid. Qual è il suo punto di vista?
«Ancora una volta, la leader più lucida si è rivelata Angela Merkel, che ha affermato che la protezione della proprietà intellettuale è fonte di innovazione. Fortemente convinta del fatto che la sospensione dei brevetti non sia una soluzione alla necessità di una maggiore forza produttiva, ha ribadito che a frenare non sono i brevetti, bensì gli alti standard qualitativi. La prima lezione che dovremmo aver appreso dalla pandemia è che la convivenza con i virus e le loro mutazioni è destinata a durare a lungo e che la via migliore è quella di collaborare con gli innovatori, incoraggiandoli attraverso l’equa remunerazione e non l’appropriazione delle loro invenzioni».

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