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17. 09. 2021 15:13

Milano, la scuola torna in presenza: cronistoria di due settimane di ribellione

Undici licei occupati in 14 giorni: il ritorna a scuola placherà la protesta degli studenti?

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Ci siamo. Dopo oltre due settimane di proteste, sit-in, occupazioni, da domani le scuole superiori possono ripartire con le lezioni in presenza, almeno con il 50% degli studenti al giorno. Non tutti gli istituti apriranno domani perché il ritorno “a sorpresa” della zona arancione non ha dato il tempo ai dirigenti scolastici di riorganizzarsi.

Cronistoria delle proteste. Ma facciamo un passo indietro. I primi a passare all’azione con l’occupazione contro la Dad e la mancanza di sicurezza nelle scuole sono stati i ragazzi del Manzoni il 12 gennaio. Da quella data fino a ieri parte degli studenti milanesi ha occupato cortili, palestre, aule di licei e istituti superiori.

Il 15 le azioni dimostrative sono esplose e le occupazioni si sono allargate al Volta, al Severi Correnti e al Tito Livio. Il giorno dopo la staffetta è passata al Vittorio Veneto e al Vittorini; il 18 al Parini. Il 19 è stata la volta del Cremona-Zappa che, due giorni dopo, coordinato dal comitato A Scuola!, ha organizzo la “Giornata dell’orgoglio della scuola”.

Intanto il 20 una quindicina di ragazzi ha occupato il Berchet e il 21 un gruppo di studenti dell’Einstein ha pernottato a scuola. Sabato 23 al Boccioni gli studenti hanno fatto Dad in palestra e nel pomeriggio hanno organizzato una serie di incontri e performance all’aperto; sempre in quella giornata alcuni ragazzi del Beccaria sono entrati nel cortile dell’istituto. Negli scorsi giorni in altri licei, invece delle occupazioni, sono stati organizzati presidi o lezioni online all’aperto, come allo Steiner e al Tenca.

Venerdì 22 i protagonisti delle proteste sono stati i ragazzi del Virgilio. Alcuni di loro si sono fermati a dormire nella succursale di via Pisacane, così come e il preside Roberto Garroni. «Non potevo lasciare delle ragazze minorenni a scuola di notte, così ho dormito anch’io nell’ufficio di presidenza», racconta il preside a Mi-Tomorrow: «Prima di entrare tutti i ragazzi si sono sottoposti ai tamponi rapidi e dopo l’assemblea «una trentina di studenti ha deciso di rimanere a dormire in palestra; mi hanno anche portato una pizza nell’ufficio dove ho passato la notte. Verso le 10.00 è arrivato un agente di polizia a controllare che fosse tutto a posto».

Roberto Garroni, preside del Virgilio

Il professor Garroni condivide le ragioni della protesta «ma non la modalità: visto che dalla prossima settimana potranno tornare a scuola non capisco perché proseguire l’occupazione. Non ho nulla da dire, invece, su come hanno gestito l’iniziativa: sono stati molto responsabili. Penso che sia giusto tornare a fare le lezioni in presenza – aggiunge il preside – ma spero che il piano trasporti funzioni, altrimenti temo che tra tre settimane dovremo chiudere di nuovo».

Al Virgilio il ritorno in classe è previsto per mercoledì 27: si farà lezione in presenza al 50% a giorni alternati. «Dal lunedì successivo porteremo la percentuale al 72% con due orari di entrata differenziati: alle 8.00 e alle 9.50». Ora che si torna in classe cesseranno le proteste? Intanto il comitato Priorità alla scuola domani 25 gennaio organizza un presidio davanti all’ufficio scolastico Regionale contro le cosiddette “classi pollaio”.

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